Politica e Sanità

mar132018

Liste attesa, Zingaretti (Lazio): più personale e nuove tecnologie per ridurle

Dopo 10 anni di commissariamento e di blocco del turn over, «Aumenteremo il personale dei centri diagnostici di Asl e ospedali, abbiamo promosso l'acquisto di nuove tecnologie e stiamo già ottenendo i primi risultati positivi rispetto al passato attraverso la riorganizzazione del sistema di prenotazione». Lo sottolinea il neo rieletto governatore del Lazio, Nicola Zingaretti dopo l'incontro con i direttori generali della sanità pubblica. «Puntiamo all'obiettivo che ci eravamo dati sulle 49 prestazioni più richieste dai malati, che devono essere effettuate nei tempi previsti dal ministero della Salute» ha aggiunto.

Il governatore aveva firmato nell'aprile 2017 un provvedimento che prevedeva che su ogni ricetta venga indicato dal medico di famiglia «in scienza e coscienza» il tempo massimo per effettuare Tac o visite specialistiche, in base ovviamente alle esigenze del malato: «U» come urgente (con attesa massima 3 giorni); «B» come breve (10 giorni); «D» come differibile (60-90 giorni); «P» come programmato (6 mesi-1 anno) in casi di controlli dopo operazioni o gravi malattie. È anche in fase sperimentale il collegamento informatico diretto tra il Recup (il Centro di prenotazione regionale) e gli studi dei medici di base che nel distretto di Torpignattara possono fissare direttamente le date degli appuntamenti. «Anche su questo i direttori hanno avuto mandato di monitorare l'efficacia e gli esiti del Piano finanziato prima delle elezioni - precisa Zingaretti -. Entro 10 giorni si rifarà il punto per capire come anche sulle liste d'attesa ci possa essere una svolta percepita e comprensibile da tutti». Questo lavoro sarà anche la base sulla quale verranno poi giudicati i manager della sanità: chi non rispetta il cronoprogramma rischia la poltrona.
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