Politica e Sanità

dic52018

Liste attesa, il piano alle Regioni. Intramoenia a rischio nei reparti dove si aspetta troppo

«Ho trasmesso alle Regioni il nuovo Piano nazionale di governo delle liste di attesa, per riportare la salute dei cittadini nelle priorità dell'azione politica». Lo annuncia il ministro della Salute, Giulia Grillo, assicurando che «presto insieme alle Regioni garantiremo tempi certi per ogni prestazione», e lanciando un avvertimento ai Dg delle aziende sanitarie: «Chi non mette l'efficienza delle liste d'attesa al primo posto del suo mandato, potrà essere rimosso dall'incarico». Nello specifico l'articolo 9 (commi 14 bis-sexies) del decreto legge semplificazioni, prevede sia la prenotazione elettronica delle prestazioni presso i Cup sia sistemi di lotta al ricorso improprio alla libera professione per "scavalcare" le file per prestazioni garantite dal Ssn. Spetterà ai responsabili della prevenzione della corruzione e della trasparenza individuati dalle Regioni con Agenas, monitorare la libera professione intramoenia di ogni professionista e verificare i tempi d'attesa secondo Piano nazionale servendosi anche della collaborazione con Nas e Fiamme Gialle. In caso di anomalie, entro 60 giorni la Regione presenterà al Ministero della Salute un piano per risolvere il disservizio da approvare entro 30 giorni. Se non è approvato, nella struttura si bloccherà l'attività intramuraria nella disciplina considerata finché le attese non tornano entro i limiti. Un'intesa stato-regioni inserirà il rispetto dei tempi di erogazione delle prestazioni sanitarie tra gli elementi utili per ripartire tra le regioni le quote premiali del Fondo sanitario nazionale. I centri unici di prenotazione gestiranno l'offerta di prestazioni di tutti gli erogatori di una regione inclusi Irccs e università.

«Il Piano mancava da quasi 10 anni» osserva Grillo in una nota «e conteneva generiche azioni di governo. Ora mettiamo regole certe e stanziamo fondi per dire basta alle attese infinite per una visita medica o un esame diagnostico». In particolare, «grazie ai 350 milioni previsti in Legge di bilancio per il triennio 2018-20, aiuteremo i territori a potenziare i servizi di prenotazione, implementando i Cup digitali e tutte le misure per rendere più efficiente il sistema».

Il ministro ricorda che «non erano mai state stanziate risorse dedicate specificatamente alle liste d'attese. Noi lo stiamo facendo. A Sud e a Nord le regole saranno uguali per tutti», garantisce, e «questo servirà a ridurre le diseguaglianze. È un primo passo concreto verso un cambiamento reale. La sanità del Paese deve ritornare in cima alle priorità dell'agenda politica».

«Pur lasciando l'autonomia alle Regioni» continua «il ministero della Salute garantirà il monitoraggio dei percorsi diagnostico-terapeutici, ma anche delle prestazioni ambulatoriali in regime libero-professionale. Sembrano concetti tecnici, ma riguardano la vita di tutti noi cittadini» perché «questo nuovo Piano è diretto innanzitutto ai pazienti, specialmente a quelli che in questi anni si sono sentiti abbandonati».

«L'Osservatorio nazionale sulle liste di attesa del ministero della Salute» prosegue Grillo «sarà la cabina di regia che assicurerà ai cittadini un monitoraggio effettivo sui servizi sanitari e quindi sull'applicazione concreta del diritto alla salute, ma sarà anche uno stimolo per le Regioni».

Dal canto loro «le aziende sanitarie dovranno competere per offrire i servizi migliori, attivando un circolo virtuoso con ricadute positive sulle persone, ma anche sui lavoratori del Ssn, che devono sentirsi maggiormente valorizzati. I direttori generali» avverte appunto il ministro «saranno valutati anche in base al raggiungimento degli obiettivi di salute connessi agli adempimenti dei Lea: questo significa che chi non mette l'efficienza delle liste d'attesa al primo posto del suo mandato, potrà essere rimosso dall'incarico».
Non sei ancora iscritto?     REGISTRATI!   >>
Ultime notifiche dalla community