Politica e Sanità

mar122018

Liste attesa, Cgil Lazio: prescrizioni appropriate e intramoenia per abbatterle

«Servono 10 mila assunzioni di medici, infermieri e tecnici di radiologia nei prossimi 5 anni per abbattere le liste d'attesa, garantire servizi di qualità e evitare che la sanità pubblica sia surclassata da quella privata». A sottolinearlo dalle pagine dell'edizione romana del Corriere della Sera Natale Di Cola, segretario della Cgil Funzione pubblica di Roma e Lazio. Di Cola si sofferma in particolare sul problema delle liste d'attesa sottolineando come si tratti di «un problema che la Regione deve affrontare senza esitazioni, ma per risolverlo non servono solo investimenti in tecnologie e in personale: il governo nazionale deve intervenire. E un ruolo importantissimo viene giocato dai medici di base che devono prescrivere analisi, visite e tac in modo appropriato. E su questo c'è ancora molto lavoro da fare anche se l'indicazione delle priorità sulle ricette è una chiave di volta per arrivare ai livelli dell'Emilia Romagna e della Lombardia».

Il sindacato suggerisce inoltre di usare anche «l'intramoenia per smaltire i tempi d'attesa». Per quel che riguarda il turn over dei medici il sindacalista Cgil sottolinea come grazie ai tagli, ai risparmi fatti e alla riorganizzazione in reparti e ambulatori, Palazzo Chigi ha già autorizzato Nicola Zingaretti a rimpiazzare chi andrà in pensione. Intanto l'età media del personale è arrivata a quasi 53 anni. «E nei prossimi 5 anni andranno a riposo altri 7.695 dipendenti della sanità pubblica. Quindi è indispensabile non solo sostituirli, ma anche recuperare almeno 2.500 posti persi negli ultimi 10 anni» sottolinea. Altro capitolo dolente «è quello dell'innovazione - aggiunge il segretario della Cgil -. Su questi temi serve un urgente confronto con Zingaretti».
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