Politica e Sanità

feb162017

Legge sul testamento biologico, nasce la carta dei medici. Sì alla libertà di scelta

Doveva essere il 20 febbraio ma è slittato di una settimana il previsto approdo in aula della proposta di legge sul testamento biologico, vista la necessità della commissione Affari sociali di avere più tempo per concludere i lavori. Nel frattempo continua il dibattito, che ieri ha visto i medici favorevoli al Ddl, guidati da Carlo Alberto Defanti, primario emerito dell'Ospedale Niguarda di Milano, membro della Consulta di Bioetica e medico di Eluana Englaro, chiedere di includere nel testo tre punti irrinunciabili. La richiesta, fatta nel corso di una conferenza stampa promossa dall'Associazione Luca Coscioni per la libertà scientifica, confluirà in un documento che sarà diffuso nell'ambiente medico per una raccolta firme e poi inviato a tutti i parlamentari. Tre i punti irrinunciabili per i medici oltre a Defanti, Michele Gallucci, direttore della Scuola italiana di medicina e cure palliative; Mario Riccio, anestesista-rianimatore, medico di Piergiorgio Welby e Fabrizio Starace, presidente della Società di epidemiologia psichiatrica. Il primo punto che i medici chiedono sia esplicitato nel Ddl è la "prevalenza del volere del malato". Secondo principio fondamentale, hanno sottolineato, è che "il soggetto deve poter esprimere la sua volontà di rinunciare a qualunque misura terapeutica senza eccezione. Terza richiesta è che sia inclusa esplicitamente la possibilità di accedere alla sedazione palliativa profonda, cui è ricorso Dino Bettamin, malato di Sla deceduto nei giorni scorsi a Treviso.

La sedazione profonda, hanno chiarito gli esperti, non è esplicitamente citata nella legge 38 sulle cure palliative ma è praticata e prevista dalle linee guida delle Società di cure palliative. «Il secondo rinvio, dopo quello che aveva già portato dal 30 gennaio al 20 febbraio, non lascia presagire nulla di buono in quanto a capacità dei "favorevoli" al testamento biologico di resistere alla strategia ostruzionista di chi si oppone a una buona legge - ha dichiarato Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà scientifica-. Eppure, il fatto stesso che i contrari puntino tutte le loro carte sui rinvii dovrebbe dare la misura di quanto poco essi stessi credano nella possibilità di convincere un'opinione pubblica ormai compatta nel chiedere buone regole che garantiscano libertà e responsabilità di scelta».
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