Politica e Sanità

nov82017

Legge Bilancio, la Commissione Igiene e Sanita approva. Da Regioni e Gimbe preoccupazione per le risorse

Aumentare le risorse destinate alla spesa sanitaria pubblica relativa al 2018. È una delle richieste contenute nel parere alla manovra approvato in commissione Igiene e sanità del Senato dopo che ieri in audizione sia le Regioni sia il Gimbe avevano espresso preoccupazione per le risorse stanziate per la sanità in Manovra. Il fondo sanitario nazionale stabilito dalla legge di Bilancio a 113,4 mld nel complesso «si riduce di 500 mln» rispetto al passato. «Andiamo sotto la soglia non solo simbolica ma oggettiva di tenuta del sistema del 6,5% del Pil, e ci avviciniamo a un modello "Grecia"».

A lanciare l'allarme nel corso dell'audizione in Senato sulla manovra, Massimo Garavaglia, Assessore della Regione Lombardia e coordinatore della commissione Affari Finanziari della Conferenza delle Regioni «La scelta di avere una sanità come quella della Grecia per noi è sbagliata, ma se questa è la scelta del Parlamento e del Governo ne prenderemo atto», ha aggiunto Garavaglia che ha ricordato che l'Oms «dice che quando si scende sotto 6,5% del Pil si riduce anche l'aspettativa di vita, quindi è una scelta molto drastica». In merito alla riduzione del Fondo sanitario nazionale «nel 2018» sottolinea l'assessore lombardo «le risorse a disposizione sono 113,4 miliardi e non 114 miliardi, perché una quota delle risorse va destinata alle Regioni a statuto speciale».

«Si rifanno i contratti» per il pubblico impiego, «ma sarebbe opportuno metterci le risorse». Con il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, «gli aumenti» del comparto sanità sono a carico delle Regioni e costano «1,3 miliardi di euro». Dunque «se inizialmente erano stati messi nel Fondo 800 milioni in più» rispetto all'anno scorso «con queste spese di fatto il Fondo si riduce di mezzo miliardo di euro». In audizione ieri anche il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta che è intervenuto, come sottolinea una nota «per rilevare l'inaccettabile entità del definanziamento pubblico, fare chiarezza sugli impegni di Stato e Regioni sulle risorse destinate ai rinnovi di contratti e convenzioni del personale sanitario, proporre l'eliminazione del superticket attraverso la rimodulazione delle detrazioni IRPEF per le spese mediche e "lasciare una traccia" per il prossimo esecutivo sull'inderogabile necessità di un riordino normativo della sanità integrativa». In particolare sul fronte del definanziamento, Cartabellotta ha ribadito come «le previsioni a medio termine non lasciano intravedere alcun rilancio del finanziamento pubblico: infatti» precisa «se la nota di aggiornamento del Def 2017 da un lato certifica la crescita del Pil del 1,5% per gli anni 2017-2019, dall'altro riduce progressivamente il rapporto tra spesa sanitaria e Pil dal 6,6% del 2017 al 6,5% del 2018, al 6,4% nel 2019 e addirittura al 6,3% nel 2020».

Marco Malagutti
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