Politica e Sanità

ott252017

Legge bilancio, Cartabellotta (Gimbe): per la sanità solo briciole

Il salvadanaio della sanità pubblica in questi anni è stato oggetto di continui saccheggi per esigenze di finanza pubblica. Così il presidente di Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta, in occasione del 6° Healthcare Summit torna a puntare il dito sulla legge di bilancio 2018 alla vigilia della discussione parlamentare.

«A seguito del costante e imponente definanziamento» precisa Cartabellotta «in Italia la spesa sanitaria continua inesorabilmente a perdere terreno, sia in rapporto al Pi sia, soprattutto, come spesa pro-capite: siamo sotto la media Ocse e in Europa ben 14 paesi investono più dell'Italia. Tra i paesi del G7 siamo fanalino di coda per spesa totale e per spesa pubblica, ma secondi per spesa out-of-pocket, segnale inequivocabile che la politica ha scaricato sui cittadini una consistente quota di spesa pubblica, senza rinforzare la spesa intermediata». Uno scenario «desolante» che l'attuale testo di bilancio conferma «Nessun cenno sul rinnovo di contratti e convenzioni, sullo sblocco del turnover, sul sistema a "piramide" per l'assunzione di giovani ricercatori, sull'abrogazione del superticket, sugli investimenti per l'edilizia sanitaria e, addirittura, con il rischio concreto di una ulteriore riduzione di € 300 milioni del fondo sanitario del 2018» sottolinea il presidente Gimbe. Infatti, continua la nota, la Legge di Bilancio attribuisce per il 2018 alle Regioni a statuto ordinario un contributo di € 2,2 miliardi destinato alla riduzione del debito, cifra che confluirà nel "concorso alla finanza pubblica delle Regioni a statuto ordinario, per il settore non sanitario" che ammonta a quasi € 2,6 miliardi. Per raggiungere tale importo, € 94,1 milioni saranno erosi alle risorse per l'edilizia sanitaria e € 300 milioni "in ambiti di spesa e per importi proposti, nel rispetto dei livelli essenziali di assistenza".

«Purtroppo la storia recente» ricorda il Presidente «ci ha insegnato che quando le Regioni sono state chiamate a recuperare risorse in ambiti di spesa e per importi proposti nel rispetto dei Lea, il conto finale lo ha sempre pagato la sanità. E nel 2018, con un finanziamento pubblico già stato decurtato di € 604 milioni, un taglio di € 300 milioni determinerebbe un azzeramento quasi totale del miliardo di aumento che si continua a sbandierare». «Alla politica e al confronto parlamentare» conclude Cartabellotta «il compito di recuperare quelle briciole che potrebbero restituire un po' di dignità alla più grande conquista sociale del popolo italiano. Certo è che nel testo della Legge di Bilancio che sbarca in Parlamento questo obiettivo è talmente sbiadito da apparire come un lontano miraggio, se non come una vera e propria mission impossible».


Marco Malagutti
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