Politica e Sanità

ott172017

Legge bilancio, Anaao: per la sanità è ancora buio pesto. Cimo: rinnovo contratto penalizzante

La legge di bilancio 2018 varata ieri dal CdM registra l'ennesima esclusione della sanità pubblica dagli effetti della ripresa economica che il Governo sbandiera ogni giorno. Così una nota di Anaao Assomed commenta la manovra varata ieri dal Cdm. Un testo che, secondo il sindacato, premia tutte le categorie tranne la sanità per la quale è ancora «buio pesto» nonostante il «grande senso del dovere» di chi «è rimasto in corsia» a garantire «il fondamentale diritto alla salute, malgrado i tagli lineari, 35 miliardi dal 2010 in poi». «Il rinnovo del contratto di lavoro, e dell'accordo collettivo nazionale per il settore convenzionato, dei medici, dei veterinari e dei dirigenti sanitari dipendenti del Ssn che hanno già pagato, specie i giovani, al risanamento dei conti un alto prezzo, in termini di valore assoluto e potere d'acquisto delle retribuzioni e delle pensioni, non può avvenire con un finanziamento simbolico», continua Anaao.

«Anzi, secondo l'Assessore Garavaglia senza finanziamento, visto che l'incremento del Fsn previsto per il 2018, se decurtato del contributo delle Regioni alla finanza pubblica, non potrà garantire il rinnovo dei contratti, e delle convenzioni, se non in alternativa alla effettiva e omogenea erogazione dei nuovi Lea. Un aut aut per noi inaccettabile». Un punto di vista, quello sui contratti, condiviso da Cimo che in una nota sottolinea che «se il rinnovo contrattuale è quello che ci è stato paventato, se la proposta Aran del 28 agosto scorso rimane inalterata e se il futuro atto di indirizzo ridisegna un contratto di lavoro su modelli organizzativi improponibili, allora grazie ma ne facciamo volentieri a meno. Un rinnovo contrattuale, fortemente penalizzante da un punto di vista giuridico ed economico è del tutto inutile» conclude Cimo.
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