Politica e Sanità

giu162021

Le nascite calano ma in aumento il ricorso alla procreazione assistita. Il Rapporto del Ministero

Prosegue il calo delle nascite in Italia ma aumenta il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita: in Italia, nel 2019, è stata effettuata in media per 3,06 gravidanze ogni 100, per un totale di circa 12.800 nuovi nati su 421.913 registrati nello stesso anno. È quanto emerge dall'ultimo Rapporto annuale sull'evento nascita in Italia (Cedap) curato dal Ministero della Salute.

Nel 2018, invece, le gravidanze con fecondazione assistita erano state 2,53 ogni 100. Quanto invece al numero complessivo dei nati in Italia, nel 2019 sono stati 20.763 in meno rispetto ai 442.676 del 2018. Il 62,4% dei parti avviene in strutture dove nascono 1.000 neonati all'anno ma il 7,3% dei parti ha luogo invece in piccoli ospedali che ne accolgono meno di 500, quindi con maggiori rischi per madre e bambino. Anche se con una tendenza alla diminuzione si conferma, soprattutto tra le italiane, il ricorso eccessivo al cesareo, che avviene, in media nel 31,8% dei parti. Anche in questo caso sono notevoli le differenze regionali e con un picco del 45,9% nelle case di cura accreditate, contro il 30,0% negli ospedali pubblici. Sono alcuni dei dati rilevati dal Rapporto CeDAP. L'88,8% dei parti nel 2019 è avvenuto in strutture pubbliche. Sono state effettuate in media 3,9 amniocentesi ogni 100 parti ma alle madri con più di 40 anni il prelievo del liquido amniotico è stato effettuato nel 12,02% dei casi, "denotando un trend decrescente nell'ultimo triennio".
L'età media della madre è di 33 anni per le italiane mentre scende a 30,7 anni per le cittadine straniere. L'età media al primo figlio è per le donne italiane, quasi in tutte le Regioni, superiore a 31 anni, con variazioni sensibili tra le regioni del Nord e quelle del Sud. Le donne straniere partoriscono il primo figlio in media a 28,7 anni. Le regioni in assoluto meno prolifiche sono Sardegna e Molise. Nel 2019 sono, inoltre, stati rilevati 1.095 nati morti corrispondenti ad un tasso di nati mortalità, pari a 2,60 nati morti ogni 1.000 nati, e registrati 5.290 casi di malformazioni diagnostiche alla nascita. Infine, solo 120 punti nascita su 433 analizzati, pari uno su 3 può contare su una Unità di terapia intensiva neonatale, necessaria per garantire la sopravvivenza di bimbi nati prima del termine della gravidanza.
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