Politica e Sanità

feb112019

Intramoenia in calo, interessa meno di metà dei medici a rapporto esclusivo. Sale l'adesione tra i docenti

Sempre meno medici la praticano, e sempre più sotto il controllo delle Regioni: lo dice la Relazione annuale del ministero della Salute al Parlamento sull'esercizio dell'attività libero professionale intramuraria. Nel 2016, 51.430 dirigenti del Ssn che hanno svolto questa attività, contro i 59 mila del 2012; in 5 anni di rilevazioni il decremento è stato di 7.570 unitaÌ (13%), non spiegabile con il calo del personale Ssn. Sul totale dei medici Ssn, gli "intramoneisti" sono scesi dal 48 al 43%; ma un altro dato testimonia la battuta d'arresto: nel 2012 i medici in attività libero professionale vigilata dall'ospedale erano il 52% di tutti gli "esclusivisti", cinque anni dopo non sono più una maggioranza assoluta, ma solo il 47,3%. Estrema la variabilitaÌ del ricorso alla libera professione: due regioni confinanti, Marche e Umbria hanno la prima il record di medici in intramoenia, 63% sul totale dei medici in esclusività, e la seconda il quarto peggior piazzamento con il 36%, quella con meno medici intramoenia in assoluto è la Sardegna con il 28%, seguita da Sicilia e Calabria (34 e 35%).

Rispetto al passato, per un 79% dei medici la libera professione si svolge o in ospedale o in strutture con esso convenzionate (considerate anch'esse spazi aziendali se sottostanno contratti di locazione), il 12,4% circa esercita al di fuori della struttura ed il 8,1% svolge libera professione sia dentro che fuori dalle mura aziendali (ad esempio ambulatorio nel proprio studio e regime di ricovero negli spazi aziendali). La quota di medici che esercita la professione solo negli spazi aziendali eÌ cresciuta negli ultimi quattro anni dal 59,4% del 2012 al 79,5% del 2016 "mentre l'intramoenia esercitata "solo" o "anche" fuori dalle mura si eÌ praticamente dimezzata passando dal 40,6% del 2012, al 20,5% del 2016". Al 31/12/2016 le percentuali maggiori di intramoenia svolta solo all'esterno si registrano in Campania (47% su totale ALPI), Calabria (32%) e Lazio (30%) ed in genere al Sud. Non sempre l'attività svolta fuori delle mura aziendali è vigilata come prevede la legge Balduzzi che nel 2012 diede l'avvio a un progressivo controllo telematico sui sanitari e alla chiusura degli studi esterni: al 31/12/2016, in 8 Regioni su 21 erano ancora presenti studi privati non collegati in rete o convenzioni con strutture private non accreditate. In controtendenza rispetto ai medici a contratto, sale l'adesione all'intramoenia tra docenti e ricercatori universitari: tra 2015 e 2016, costante restando il contingente (6.300 unità operanti presso le strutture Ssn), aumenta di 304 unitaÌ il numero di coloro che esercitano l'ALPI (da 3.837 del 2015 a 4.141 del 2016): dal 60,9% del 2015 al 65,4% del 2016.

«Trattandosi di due sole osservazioni, eÌ necessario attendere le prossime rilevazioni per interpretare correttamente i dati». L'indagine considera altri aspetti e valuta a che punto sono le Regioni e le aziende nell'adempiere alla legge Balduzzi. Oggi svolgono l'intramoenia nel loro studio privato solo 58 medici. Dalle schede di monitoraggio in 8 punti (metà adempimenti regionali e metà aziendali) risulta una situazione in sostanza ferma al 2015, anno in cui metà delle regioni s'è adeguata con gli spazi (al 100% Triveneto, Val d'Aosta, Abruzzo), e metà ha adottato un programma sperimentale di collegamento delle aziende con gli studi. Inoltre, Lombardia, Trentino e Alto Adige e Friuli VG non hanno aderito alle linee guida sulla gestione, e quasi tutte le regioni hanno istituito un organo paritetico con i sindacati per vigilare sul programma. Un 12% delle aziende ha trovato spazi affidandosi a strutture esterne. Da Roma in su, tranne Lazio e Lombardia, in tutte le regioni le aziende al 100% hanno attivato un collegamento in rete dove viaggiano i dati delle transazioni intramoenia dei medici; solo in Lazio Campania e Sardegna non sono tutte le aziende sanitarie a garantire la tracciabilità dei pagamenti. Ci sono ritardi anche in Piemonte e Lombardia sulla definizione con i dirigenti degli importi che l'assistito deve corrispondere, mentre quasi ovunque - tranne che in Abruzzo e Molise - si applica il 5% di trattenuta sul compenso del professionista da destinare all'abbattimento delle liste d'attesa. Toscana-Marche-Umbria oltre a Trentino e Val d'Aosta, sono i territori ove il sistema di contabilità è stato separato per tutte le aziende. Solo Emilia Romagna, Trentino, Marche e Umbria pre-definiscono ogni anno "alla lira" i volumi d'attività sia istituzionale sia intramoenia.

Mauro Miserendino
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