Politica e Sanità

feb12018

Influenza, Ps siciliani al collasso. Pecora (Snami): educazione sanitaria nelle scuole

«Tutti sanno quando c'è un black friday, e in America dopo il giorno del Ringraziamento tutti si passano la parola per presentarsi nei negozi che praticano gli sconti; allo stesso modo tutti gli italiani all'indomani di questa epidemia di influenza dovrebbero sapere quando andare dal medico di famiglia e quando al Pronto soccorso altrimenti il rapporto ospedale-territorio sarà sempre più ingestibile». Francesco Pecora presidente Snami Catania lancia con il suo sindacato una sfida al presidente della Regione Nello Musumeci contro gli abnormi intasamenti registrati nei Pronti soccorso isolani: un "black friday" al contrario, un "venerdì" dove nelle scuole siciliane si sviluppi un'ora di riflessione e di educazione sanitaria per gli allievi delle scuole dell'obbligo. Con tanto di programma da secondo quadrimestre: educazione vaccinale, all'uso del Ps, del medico di famiglia, dell'antibiotico, dell'esame diagnostico. «È l'unica strada per rimediare all'intasamento degli ospedali di questo inverno, complice la massiccia epidemia influenzale che rende impraticabili strutture già "abusate" da pazienti non urgenti. Il medico di famiglia non può intercettare per strada il suo assistito che decide di andare in Ps magari per avere degli esami gratis. Né i Ps, specie se intasati, possono farsi carico delle reazioni che potrebbero seguire a un "no" o la richiesta di pagare un ticket per una prestazione non necessaria. Ci vuole educazione sanitaria, e credo che la gente, educata da bambina al rapporto con le istituzioni come un tempo con l'educazione civica, capirebbe». Pecora chiede un incontro al Presidente della Regione Musumeci (catanese anche lui). E sottolinea come il picco epidemico influenzale ha portato a Catania, così come in gran parte degli ospedali limitrofi, ad un aumento degli accessi al Pronto Soccorso (oltre al 15% in più dello stesso periodo del 2017) e dei ricoveri (+ 20%), con conseguente rallentamento nei tempi di visita per i codici non urgenti e dei tempi di ricettività dei reparti rispetto ai ricoveri. «I codici bianchi dovrebbero accedere al servizio assistenziale rispettando i codici d'emergenza e pagando l'apposito ticket. All'oggi invece i codici identificatori non corrispondono quasi mai alle condizioni reali dei casi. I codici bianchi sono identificati come verdi, intasando il sistema», denuncia Pecora. Secondo il leader Snami isolano alla base del problema c'è una mancanza di educazione sanitaria sia del medico sia del paziente. «Nel servizio sanitario nazionale svedese, istituzionalmente più compatibile con il nostro che con altre sanità nordeuropee, il medico è abituato a svolgere un ruolo di frontiera e di sbarramento sul territorio, e il Ps raccoglie solo casi di emergenza. Il paziente è educato al Sistema e sa dove andare. In Sicilia, ceti meno abbienti sfruttano i Ps per accedere gratuitamente a visite specialistiche. E per inciso non sempre trovano risposte, so di triage fatti da dietro un vetro. Urge attivare un'operazione di educazione sanitaria, altrimenti i problemi nei PS persisteranno ad ogni epidemia».

Oggi Snami Catania offre pillole educative ai lettori acquistando pagine sui quotidiani locali, l'ultima sei mesi fa pro-obbligo vaccinale. «Ma ci vuole un battage, e urgono sinergie sanità-scuola per comunicare come comportarsi di fronte a una situazione di salute che solo un medico può indagare. I pazienti giustificano il loro ricorso ai Ps con una indisponibilità del proprio medico di medicina generale, ma ogni Mmg, per contratto, è già disponibile telefonicamente dalle 8 alle 20, quindi il motivo per cui si afferisce all'ospedale è diverso, va spiegato perché tale alternativa in molti casi non conviene, e la scuola è il luogo migliore per farlo». «Noi medici Snami -conclude Pecora- ci rendiamo disponibili, preferibilmente non ad incasellarci in progetti obiettivo dell'Asl che spesso non durano, ma a fare da veri e propri insegnanti nell'ambito di un programma d'attività scolastica che intendiamo presentare a Presidente ed Assessore alla Sanità».


Mauro Miserendino
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