Politica e Sanità

mar122018

Guardia medica, Snami Sardegna: no ai tagli della vigilanza armata

«Stigmatizziamo con forza ciò che sta succedendo in Sardegna dove sembra sia in corso un "processo di involuzione" nei confronti della medicina del territorio da parte della politica che governa. Prima la storia delle indennità, ora la vigilanza armata ed è presumibile dove si voglia arrivare». Così Angelo Testa, presidente nazionale dello Snami interviene sul forte ridimensionamento dei finanziamenti per la vigilanza armata nelle sedi di Continuità Assistenziale in Sardegna.

«Non possiamo non ricordare» dice Domenico Salvago, presidente regionale di Snami Sardegna «che la vigilanza armata nelle sedi di Continuità Assistenziale isolane nasce dopo anni di intimidazioni, aggressioni e violenze nei confronti dei medici di guardia con il triste epilogo dell'omicidio della giovane Collega Roberta Zedda, durante il suo turno di lavoro. Onore alla forze politiche sarde che saranno con noi nella battaglia contro il ridimensionamento della vigilanza armata nelle sedi di continuità assistenziale della Sardegna. Biasimo totale per chi avvalla questo ennesimo attacco alla Medicina Territoriale Sarda, nella certezza che ci ricorderemo al momento del voto, per le elezioni regionali dell'anno prossimo, dei comportamenti virtuosi e di quelli che invece dimostrano complicità». «E' in essere nell'isola, così come in altre parti d'Italia» conclude Angelo Testa «un progetto generale di ridimensionamento e tagli nella medicina generale a cui ci opponiamo fermamente e chiamiamo sul tema gli altri sindacati ad un confronto serrato, lo stesso per la politica ed i Sindaci mentre ai cittadini nostri pazienti proporremo un referendum».
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