Politica e Sanità

set162021

Green pass, dal Senato sì al Dl. Verso l'obbligo di certificato esteso. Ecco le categorie coinvolte

Green pass non soltanto per entrare al ristorante, in palestra, al corso di formazione, al convegno, in fiera, allo stadio o a cinema, per lavorare o parlare con gli insegnanti in scuole ed atenei, per accompagnare o visitare pazienti in Rsa, ospedale, ambulatori, laboratori, per accedere a treni ad alta velocità, aerei, traghetti. Il governo Draghi sta per allargare l'obbligo del documento che dimostra l'immunità del coronavirus alla maggioranza degli italiani, fatta eccezione per autonomi e professionisti non a contatto con il pubblico, partite Iva, casalinghe e carcerati. Già oggi, al più tardi domani, il consiglio dei ministri dovrebbe riunirsi per decidere se limitare l'ostensione del passaporto vaccinale ai 3,3 milioni di lavoratori dei soli enti pubblici, se ricomprendere pure per il privato titolari e lavoratori degli esercizi contemplati nel decreto legge 105, che il Senato ha approvato definitivamente con la fiducia, che ha ottenuto 189 voti a favore, 32 contrari e 2 astensioni, o se interessare all'ingresso condizionato in azienda anche tutti i 15,7 milioni di dipendenti privati. Nel primo caso sarebbero interessate le aziende compartecipate dallo Stato come le Ferrovie dello Stato, le Poste o l'Anas; di tutti i pubblici dipendenti si stima che poco meno di un 10% non sia vaccinato, circa 300 mila. Tra i dipendenti privati, non sarebbe vaccinato qualcosa di più del 10%, cioè 2 milioni o poco più. Sono numeri temuti, più ancora che dal governo, da imprenditori di aziende di tutte le taglie che per diversi motivi vorrebbero evitare gli effetti di una quarta ondata di Covid-19 sulle proprie produzioni, complice il calo autunnale delle temperature. Ancora ieri Assosistema Confindustria con il presidente Egidio Paoletti, plaudendo alle posizioni pro-green pass del governo e del ministro dello Sviluppo Giancarlo Giorgetti, ha sottolineato il valore del passaporto attestante l'immunizzazione del lavoratore (in quanto-ricordiamo- vaccinato, reduce da recente malattia o con tampone negativo nelle ultime 48 ore): «Sarebbe importante in particolar modo per le imprese dei servizi per il settore sanitario pubblico e privato, come le lavanderie industriali; nelle nostre aziende abbiamo l'esigenza di evitare ritardi o eventuali chiusure che non possiamo assolutamente permetterci: eroghiamo un servizio essenziale - la sanificazione dei tessili e la sterilizzazione dello strumentario chirurgico - senza il quale ospedali, case di cura e Rsa non potrebbero rimanere aperti».
Gli unici ostacoli al "super green pass" sono ora un possibile passaggio della Lega all'opposizione e il "no" dei sindacati: i presupposti sono diversi, la conclusione è identica. Il leader leghista Matteo Salvini, con i governatori del Nord di diverso avviso, afferma che l'obbligo vaccinale non esiste nelle democrazie europee e perciò se si estende il "pass" va data pari dignità all'alternativa dei tamponi rendendoli gratuiti. Dal governo e in particolare dal Ministero della Salute si replica che il tampone gratis disincentiverebbe le più risolutive vaccinazioni. Sindacati come Cgil invece chiedono l'obbligo vaccinale. Dice il segretario Maurizio Landini: «se il Governo decide l'obbligo vaccinale non per qualcuno, ma per tutti i cittadini del nostro paese noi non abbiamo nulla in contrario, anzi pensiamo che in questa fase quella sia la scelta da compiere; se però il governo non decide l'obbligo vaccinale e decide il green pass, che mette sullo stesso piano il vaccino e il tampone, pensiamo che è sbagliato mettere nella condizione una persona che deve lavorare di dover pagare il proprio tampone per poter lavorare». Il dibattito acceso sul pass dovrebbe caratterizzare le prossime settimane; dopo l'approvazione del Decreto legge 105 è prevista infatti la conversione del Decreto legge 111 (ingresso in mezzi di trasporto a lunga percorrenza) nella quale si potrebbe in teoria affrontare anche l'estensione al trasporto locale, e quindi dei successivi decreti di questo mese, a partire dal Dl del 9 settembre che estende il pass a scuole, Rsa, università.

Mauro Miserendino
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