Politica e Sanità

ott182021

Green pass, scaricati 100mln di certificati. Farmacie sotto pressione per i tamponi rapidi

Alla vigilia del primo lunedì di obbligatorietà del Green Pass sui luoghi di lavoro, le farmacie hanno ricevuto molte richieste durante il weekend per eseguire i tamponi rapidi. A Torino è dovuta intervenire una pattuglia della polizia per controllare la lunga coda che si era formata davanti ad una farmacia. Il serpentone di persone, oltre un centinaio, ha creato qualche disagio anche alla viabilità. I certificati scaricati in Italia hanno superato quota 100 milioni e lo sprint si è registrato proprio tra il 14 ed il 16 ottobre, quando sono stati scaricati ben 2,5 milioni di Green pass. Di questi 1,8 milioni hanno riguardato i tamponi. Numeri mai raggiunti, superiori dal 50 all'80% rispetto a quelli delle settimane precedenti. Si è presentata una situazione analoga a quella di Torino anche a Bolzano, dove le forze dell'ordine sono dovute intervenire in una farmacia, che offre i tamponi a prezzi scontati, per impedire che si aggiungesse altra gente. Nel tardo pomeriggio di domenica si era formata una coda di circa 450 persone, lunga 200 metri. Scene di questo tipo si sono presentate in gran parte d'Italia, quasi ovunque le farmacie sono state prese d'assalto.

Nonostante ciò, 2 milioni di lavoratori rimarranno a casa perché impossibilitati a farsi il tampone per avere il Green pass. La Cgia rileva che le farmacie e le strutture pubbliche/private dedicate a questo servizio non sono in grado di fare giornalmente un numero di test sufficienti per coprire la domanda. Secondo le stime del Governo sarebbero 3 mln i lavoratori senza il certificato verde, il 13% degli occupati in Italia. Persone che per accedere al posto di lavoro entro fine anno dovranno fare ogni 2 giorni il tampone per avere il green pass. Attualmente l'offerta è molto inferiore: ieri, ad esempio, sono stati fatti 506 mila tamponi. Ipotizzando un aumento della produttività da parte delle farmacie e delle strutture dedicate a fare questi test, dopodomani il numero complessivo potrebbe salire fino a 700 mila che sommati alle oltre 300 mila persone che per ragioni di salute non sono obbligate al possesso della certificazione, rimarrebbero senza pass in 2 mln. Se il Governo ha deciso per decreto di consentire l'ingresso negli uffici e nelle fabbriche solo a chi ha il Green pass - e quest'ultimo è ottenibile attraverso il vaccino o il tampone - lo Stato deve garantire la possibilità di fare il tampone anche a chi non vuole somministrarsi il siero. Diversamente, lede il diritto al lavoro a milioni di persone, venendo meno a un principio fondamentale di uno Stato di diritto: la legalità, che deve essere sempre rispettata sia dai soggetti pubblici sia da quelli privati.

Secondo la Cgia, per risolvere questa situazione il Governo ha due possibilità: stabilire che il green pass si ottiene solo attraverso l'inoculazione del vaccino, eliminando così il problema dell'impossibilità di fare i tamponi a tutti, o mobilitare per esempio l'Esercito, la Protezione civile affinché' vengano diffuse ovunque delle unità mobili in grado di fare i test, garantendo così a tutti il diritto di conseguire, ancorché' temporaneamente, il certificato verde. La regione più no vax è la Sicilia (24,3%) con 625.565 non vaccinati. Poi la Calabria (23,4%, 226.745), la Provincia Autonoma di Bolzano (22,7%, 63.570), la Valle d' Aosta (21%,13.017) e le Marche (20,4%,156.724). Le regioni più virtuose, invece, sono: Lombardia (14,3% i non vaccinati), Lazio (14,2%) e Toscana (13,8%). Tra le 4 macro aree del Paese è il Sud con il più alto numero di non vaccinati (2.143.769, il 20% del totale della popolazione tra i 20 e i 59 anni). In Italia, infine, i "no vax" in età lavorativa sono 5.432.118, pari al 17,4% della coorte 20-59 anni.


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