Politica e Sanità

set172021

Green pass, dal nuovo decreto legge agli obblighi approvati in Senato, ecco cosa sta succedendo

Il Consiglio dei Ministri ha deliberato: il "super green pass" da ieri è realtà per 23 milioni di lavoratori italiani. L'obbligo di mostrare il documento attestante la vaccinazione dal Covid o in alternativa l'esito negativo del tampone si estende dal prossimo 15 ottobre non solo a tutti i 3,3 milioni di dipendenti pubblici ed ai titolari degli esercizi dove già da agosto si chiede il "pass", ma anche a 15,7 milioni di dipendenti privati e a 3 milioni di lavoratori autonomi, inclusi colf e badanti, partite Iva e professionisti. Inoltre, dovrà esibirlo chi svolga prestazioni su base volontaria. Per chi fosse scoperto sprovvisto la multa va da 600 a 1500 euro. Responsabili di esercizi e capireparto di aziende controlleranno che l'identità sul QR code corrisponda a quella della carta e del possessore del documento e in caso contrario potrà scattare la denuncia penale.

Sul lavoro, i sindacati sono riusciti a non far scattare il licenziamento automatico per il lavoratore senza pass, ma dopo 5 giorni di assenza ingiustificata sia nel pubblico sia nel privato si profila la sospensione dall'incarico e dallo stipendio. Il tampone molecolare avrà validità di 72 ore; quanto all'antigenico, Lega e sindacati lo chiedevano gratis, invece sarà solo calmierato a 15 euro per gli adulti e ad 8 per i minori. Altra norma importante, stavolta a sostegno dei vaccini, contenuta nel Dl "Super Green Pass" 16 settembre prevede che il "pass" dopo la prima dose di vaccino arriverà il giorno dopo, dunque molto prima degli attuali 15 giorni di tempo (e prima che l'utente sia realmente protetto dal vaccino). Il governo Draghi evoca adesso il "pass" in Parlamento, da vedere se un decreto legge possa vincolare i parlamentari a presentare patente di immunizzazione. Qualche ora prima che uscisse il decreto, è diventato legge il DL 105 "Covid" del 23 luglio che proroga a fine anno lo stato di emergenza nazionale e impone all'articolo 3 di mostrare il green pass per l'accesso a ristoranti al chiuso, fiere e congressi, musei, teatri e cinema, piscine e palestre, stadi e centri sportivi, centri termali, feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose. Le sanzioni per chi non controlla il documento vanno dalla multa da 400 a 1000 euro per titolare o gestore dell'attività alla sospensione fino a 10 giorni in caso di "recidiva". Non vanno controllati bambini e ragazzi sotto i 12 anni che non rientrano nella campagna vaccinale contro il coronavirus e quelli con certificato medico che attesta uno stato di salute incompatibile con la vaccinazione. Il decreto rivede anche, all'articolo 2, i parametri per il passaggio di colore nelle regioni del Paese, legandolo pure a ricoveri e trasferimenti in terapie intensive e non solo ai casi positivi di Covid-19. Non andranno in zona rossa le regioni che, come parametri di allarme, registrino solo il superamento dei 250 casi ogni 100 mila abitanti né i governatori potranno applicare le restrizioni della zona rossa nei comuni perché vi si registra quell'incidenza senza altri parametri. Tra le alternative al vaccino, l'articolo 3 estende la possibilità di ottenere il green pass anche ai tamponi - molecolari, non antigenici - effettuati su campioni salivari, "nel rispetto dei criteri stabiliti con circolare del Ministero della Salute". Lo stesso articolo conferma sia il calmieramento a 8 euro dei prezzi dei tamponi per i 12-18enni con un contributo di 7 euro del Ssn, sia che fino al 30 novembre 2021 farmacie ed altre strutture sanitarie potranno somministrare test antigenici rapidi a 15 euro. Molto importanti per i cittadini il prolungamento da 9 a 12 mesi della durata della validità del documento nonché la norma che consente il rilascio del green pass - valido sempre 12 mesi - a chi ha avuto il Covid ed esegue una sola dose di vaccino: finora in caso di pregressa malattia, dovendo vaccinarsi con una sola dose, il pass non era previsto.
All'articolo 4, il decreto obbliga a mostrare il pass anche chi entra nelle sale d'attesa dei reparti ospedalieri accompagnando un parente malato ed a chi entra in qualunque centro di diagnostica e poliambulatorio specialistico. A chi è provvisto di pass le direzioni sanitarie garantiscono le visite giornaliere, consentendo l'assistenza quotidiana alla persona ospitata non autosufficiente previo indosso di protezioni individuali. Anche al paziente, per l'accesso alle prestazioni di pronto soccorso si chiede di sottoporsi sempre al tampone rapido. Si estende alle farmacie anche la vaccinazione antinfluenzale alle categorie fragili posta a carico del Ssn: "per rafforzare la prossimità e la tempestività dei servizi di vaccinazione antinfluenzale dei soli maggiorenni per la stagione 2021/22" e coordinarli con la campagna vaccinale Covid", il Ministero della salute sentiti il Commissario Covid e la Fofi, definirà con Regioni e sindacati delle farmacie un Protocollo ad hoc. Come in altri paesi europei, le farmacie dunque vaccineranno stagionalmente rilevando, bisogna capire in quale misura, una competenza fin qui affidata alla medicina generale.

Per far fronte alla grave carenza di personale Ssn il nuovo articolo 6-bis, inserito dal parlamento, mantiene fino a fine 2022 la normativa che consente di esercitare con qualifiche conseguite all'estero e regolate da direttive dell'Unione europea anche in strutture sanitarie private o accreditate, purché impegnate nell'emergenza Covid-19. L'articolo 9 estende fino al 31 ottobre 2021 la possibilità per i dipendenti che sono "lavoratori fragili" (e dal contagio del virus rischiano di più) di lavorare da remoto anche destinandoli a diversa mansione, o consentendo un periodo formativo. L'assenza dal servizio per questi pazienti ai fini del trattamento giuridico ed economico, non è più equiparata al ricovero ospedaliero.

Mauro Miserendino
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