Politica e Sanità

nov142017

Giornata mondiale diabete, l'esperto: malattia prevenibile ma in espansione

«Il diabete è una malattia legata in larga misura agli stili di vita; nonostante esista sicuramente una componente di predisposizione genetica, è evidente che una serie di circostanze come l'alimentazione scorretta e una vita eccessivamente sedentaria ne favoriscano una diffusione crescente». In occasione della Giornata del Diabete, celebrata in tutto il mondo il 14 novembre, Andrea Lenzi, professore ordinario di Endocrinologia presso la Sapienza Università di Roma e presidente di Health City Institute, sottolinea come la malattia si possa prevenire in larga misura e curare con efficacia, evitandone le complicanze. Tuttavia, in Italia e nel mondo, le persone con diabete sono milioni e in forte aumento e molti di loro non ne sono neppure a conoscenza: «Si pensa che solo il 50% sa di averlo - afferma il professore - e, di questi, solo il 50% si cura; è un dato tragico, tenendo conto delle possibilità che abbiamo sia di terapia che di prevenzione». A causa della maggiore diffusione di abitudini di vita poco salutari, la situazione è particolarmente grave nelle grandi aree metropolitane e il fenomeno è stato evidenziato nei giorni scorsi nel documento "Italian urban diabetes charter", siglato, oltre che da Health City Institute, anche dall'Associazione nazionale comuni italiani (Anci), dall'Istituto superiore di sanità, dall'Associazione medici diabetologi (Amd), dalla Società italiana di diabetologia (Sid), dalla Società italiana di medicina generale (Simg) e da Cittadinanzattiva.

«Con una politica ben fatta di prevenzione e di terapia - dice Lenzi - potremmo evitare tutte quelle complicanze che, tra l'altro, sono quelle che hanno un impatto più forte sulla vita dei pazienti e che costano di più alla società. Le campagne informative sono le azioni più importanti ma d'altra parte le amministrazioni pubbliche dovrebbero darci una mano per creare le condizioni affinché i cittadini possano muoversi e praticare attività fisica più facilmente nelle nostre città».
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