Politica e Sanità

nov142022

Giornata Mondiale Diabete, il 22% dei pazienti ha saltato controlli nel 2021. I dati Iss

In occasione della giornata mondiale del diabete, il sistema sorveglianza Passi dell'Istituto superiore di sanità (Iss) fa il punto sugli ultimi dati sul diabete 2020-2021. Emerge subito un dato preoccupante: l'emergenza Covid ha impattato «in modo allarmante» sulla cura del diabete. Secondo il report, si assiste ad una «continua riduzione della quota di persone diabetiche che riferiscono di aver controllato l'emoglobina glicata nei 4 mesi precedenti l'intervista e a un aumento di coloro che riferiscono di averlo fatto meno frequentemente, ma nei 12 mesi precedenti. Tuttavia, il dato allarmante, già notato nel 2020, riguarda un significativo aumento della quota di diabetici che riferisce di non aver controllato l'emoglobina glicata o di averlo fatto da oltre un anno: questa quota sale dal 15% del 2019 al 25% nel 2020, restando al 22% nel 2021 senza tornare ai valori pre-pandemia e mettendo in luce così un impatto indiretto della pandemia anche nella gestione dei pazienti diabetici». «È possibile, infatti, che l'emergenza sanitaria legata alla pandemia si sia tradotta in maggiori difficoltà di accesso ai servizi sanitari o abbia indotto le persone a rinunciare a fare i controlli», avvertono gli esperti.

Secondo il report, in Italia «il 5% degli adulti ha una diagnosi di diabete. La prevalenza di diabetici cresce con l'età (è il 2% tra le persone con meno di 50 anni e sfiora il 9% fra quelle di 50-69 anni), è più frequente fra gli uomini che fra le donne (5,1% contro 4,2%), nelle fasce di popolazione socio-economicamente più svantaggiate per istruzione o condizioni economiche». Secondo il rapporto, le regioni dove è più alta la prevalenza del diabete nella popolazione sono: in Valle d'Aosta al 10,2% e Calabria a 6,8%. Le migliori invece sono: Puglia 3,3%, provincia di Trento 2,3% e Toscana 2,6%. Secondo la sorveglianza Passi, la prevalenza dei diabetici è «sostanzialmente stabile dal 2008» e «le variazioni che risultano dalle analisi delle serie temporali sono per lo più da imputare a un cambio nel questionario Passi somministrato nell'indagine 2011-2012». Per quanto riguarda il monitoraggio e la terapia del diabete, «un terzo dei pazienti diabetici riferisce di essere seguito esclusivamente dal centro diabetologico (32%), un terzo solo dal proprio medico di medicina generale (31%), un terzo da entrambi (32%). Pochi dichiarano di essere seguiti da altri specialisti (3%) e 2 su 100 riferiscono di non essere seguiti da nessuno», si legge nel report.

Tra le persone fragili con patologie preesistenti alle quali è raccomandata la vaccinazione antinfluenzale ci sono i diabetici. Ecco perché gli specialisti dell'Associazione Medici Endocrinologi (AME-ETS) invitano le persone con diabete a sottoporsi tempestivamente alla vaccinazione antinfluenzale. «L'influenza può essere molto pericolosa per le persone con diabete. Per questo, raccomandiamo a tutti i pazienti di sottoporsi alla vaccinazione antinfluenzale e di farlo presto, prima che i virus inizino a circolare più diffusamente». E' l'appello lanciato. Nonostante le raccomandazioni, in Italia (e non solo) la copertura vaccinale nelle popolazioni a rischio è ben al di sotto della soglia minima raccomandata. «A causa dell'influenza, le persone con diabete hanno un rischio triplo di ospedalizzazione, quadruplo di ricovero in terapia intensiva, doppio di infezioni letali», spiega Olga Eugenia Disoteo, coordinatore nazionale della Commissione Diabete AME. «L'infezione da virus influenzale, inoltre, può favorire l'insorgenza di chetoacidosi diabetica, oltre ad aumentare i livelli glicemici e interferire con le normali attività quotidiane, riducendo il sonno, l'accesso allo studio e al lavoro, l'interazione con le persone di supporto come la famiglia e gli amici e la capacità di sottoporsi ad attività fisica», conclude.
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