Politica e Sanità

ago22017

Gestori cronicità, il 45% dei Mmg lombardi ha detto sì. Scontro Regione-sindacati sui dati

Da una parte la Regione Lombardia che esprime soddisfazione per il risultato raggiunto, dall'altro il presidente di Omceo Milano e di Snami Lombardia Roberto Carlo Rossi che parla di «debacle di cui non andare tanto fieri» e il segretario regionale Smi Enzo Scafuro, che in attesa della decisione del Tar del 12 settembre, invita a «non giocare con i numeri». Non accennano a placarsi in Lombardia le polemiche sulla legge di riforma del sistema sanitario regionale che introduce la figura dei gestori per i pazienti cronici. A riaprire la questione la diffusione dei dati relativi ai medici di medicina generale che si sono candidati a gestori o co gestori della presa in carico dei pazienti cronici lombardi. Ebbene i numeri parlano di una maggioranza di medici di famiglia lombardi che dice no alla riforma della sanità visto che il 45% dei medici di medicina generale ha deciso di prendervi parte. Una minoranza in termini assoluti di 2.393 su 5.364 che per Regione Lombardia rappresentano un risultato di tutto riguardo «nonostante le difficoltà e le resistenze di alcune sigle sindacali». «Siamo assolutamente orgogliosi per questo risultato» ha commentato in una nota l'assessore al welfare Giulio Gallera. «Questo significa che il lavoro di valorizzazione del ruolo del medico di medicina generale che abbiamo previsto all'interno del nuovo modello di presa in carico, dotandoli di strumenti veri, alla fine è stato compreso». I problemi principali sono a Milano dove si registra il picco negativo di adesioni con il 29% mentre i risultati sono molto alti nelle Ats della Val Padana e in quelle della Montagna e in Brianza. Il presidente dell'Omceo milanese Roberto Carlo Rossi, che guida anche la sezione lombarda dello Snami, affida alla pagina Facebook le sue perplessità. "Sembra che Regione Lombardia esca tra poco cantando vittoria perché al progetto di "presa in carico" dei cronici hanno aderito complessivamente il 40% dei MMG e PLS lombardi. Dopo 32 riunioni in 22 gg lavorativi, telefonate fatte a casa medico per medico e fandonie tipo "ti decurteranno lo stipendio di un terzo..." anche SE il dato fosse vero (e sottolineo SE... i dati vanno SEMPRE verificati!...) mi pare una debacle di cui non andare tanto fieri!..." ha scritto sul social Rossi che in una nota pomeridiana conferma i suoi dubbi. «I Medici dovevano dare le loro adesioni entro il 31 luglio e l'assessorato è uscito sulla stampa dicendo che avevano aderito "2393 medici su 5364"» sottolinea. «Il problema è che i conti non tornano. Infatti, a me risulta che in Lombardia i soli Medici di Famiglia siano oltre 6500 e oltre 1100 i Pediatri di Libera Scelta. Nella sola ATS di Milano mi risultano 2580 tra medici di famiglia e pediatri di libera scelta, contro i 1882 dichiarati dall'Assessore», aggiunge Rossi. «Rifacendo un po' i contri, quindi, le percentuali di adesione dei medici della Ats Milano precipitano da un già deludente 29% a un misero 21%. In sostanza, solo due medici su 10, all'Ats Milano, hanno accettato di manifestare il loro interesse a fare i gestori o i co-gestori. Davvero un po' pochino per gridare ad una epocale vittoria! Vedremo poi quanti Colleghi rimarranno fedeli alla proposta regionale e soprattutto quanti pazienti cronici accetteranno di sottoscrivere il contratto / patto di cura con la regione. Quello che però fin da ora chiedo, è che i dati diffusi siano seri e corretti, parla di innanzi tutto nell'interesse del cittadino nostro paziente", conclude Rossi. Sulla stessa lunghezza d'onda anche il segretario regionale Smi Enzo Scafuro che parla di «colpo di sole». «I medici di assistenza primaria (Map) in tutta la Lombardia sono 6.450 e non 5.364 come riferito dall'assessore e i pediatri di famiglia (PdF) sono 1200: arriveremo quindi ad un totale di 7650 medici che sarebbero dovuti essere interessati alla riforma lombarda, ergo le percentuali tanto care all'assessore vanno riviste in basso: non più 45% ma circa 35%.
Tra l'altro l'assessore non dice quanti sono i medici che hanno aderito a forme di cooperativismo e quanti alla co- gestione e per quale recondito motivo viene posticipata al 30 settembre la eventuale e ulteriore adesione dei medici di assistenza primaria? I numeri caro assessore spesso inducono in tentazione e svelano recondite valutazioni di obiettività.

L'iter burocratico ora prosegue, come evidenzia Gallera «voglio rimarcare che abbiamo deciso di dare la possibilità ai medici di medicina generale che ancora non hanno aderito di poterlo fare, fino al 30 settembre, e siamo certi che il grande consenso mostrato dai colleghi potrà certamente convincerli a giocare con Regione questa grande partita per una sanità più attenta ai
nuovi bisogni dei pazienti». I sindacati approfitteranno di questo tempo per continuare a dare battaglia come sottolinea Rossi. «Vedremo quanti lombardi accetteranno la riforma - dice Rossi - e se i medici che hanno detto sì continueranno o preferiranno tirarsi indietro. Noi andremo avanti a dire che così non va bene».
Marco Malagutti


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