Politica e Sanità

nov32017

Fondazione Gimbe, meno pubblicazioni e più evidenze scientifiche

Meno pubblicazioni e più evidenze scientifiche di elevata qualità, più efficienza per la produzione di revisioni sistematiche e di linee guida, ridurre gli sprechi da sovra e sottoutilizzo di prestazioni. È questo l'approccio innovativo proposto dalla Fondazione Gimbe nel corso dell'ottava edizione della International Conference for Evidence-based Health Care Teachers and Developers, svoltasi a Taormina, che ha messo a confronto oltre 150 tra i massimi esperti mondiali da 24 paesi di tutti i continenti sull'innovativo concetto di "ecosistema delle evidenze scientifiche".

«Venticinque anni dopo la nascita dell'Evidence-based Medicine (Ebm)» afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe «le continue critiche nei confronti del movimento testimoniano il prezzo del successo dell'Ebm, spesso manipolata e sfruttata per obiettivi meno nobili con conseguente perdita della sua reputazione». Da qui l'esigenza di spostare il dibattito verso le reali problematiche che condizionano produzione, sintesi e trasferimento delle evidenze alla pratica dei singoli professionisti sanitari e alle decisioni relative a gruppi di pazienti o intere popolazioni.

«Accanto alla inutile e costosa duplicazione di studi sia primari che secondari (revisioni sistematiche, linee guida)» puntualizza il Presidente Gimbe «persistono ampie zone grigie (assenza di evidenze) che impediscono di formulare raccomandazioni a favore o contro un intervento sanitario. Al tempo stesso, consistenti gap tra ricerca e pratica determinano esiti di salute sub-ottimali e sprechi da sovra- e sotto-utilizzo di farmaci, dispositivi, test diagnostici e altri interventi sanitari». Gimbe nella sua proposta parla di «ecosistema delle evidenze scientifiche». «Analogamente a quanto accade negli ecosistemi naturali» spiega Cartabellotta «l'ecosistema delle evidenze è influenzato dagli esseri viventi, ovvero gli innumerevoli stakeholder che popolano il mondo della sanità e della ricerca con le loro competizioni, collaborazioni e conflitti di interesse, dall'ambiente, ovvero le determinanti sociali, culturali economiche e politiche che caratterizzano i vari contesti e dalla componente non vivente, ovvero le evidenze scientifiche attraverso i processi di produzione, sintesi e loro integrazione nelle decisioni professionali, manageriali e di politica sanitaria, oltre che nelle scelte di cittadini e pazienti».

Per ciascuno dei processi di generazione, sintesi e implementazione delle evidenze scientifiche la Fondazione Gimbe ha analizzato punti di forza e di debolezza, elaborando specifiche proposte di fronte alla platea di esperti riuniti a Taormina. «Per la Fondazione Gimbe» conclude Cartabellotta «è motivo di enorme soddisfazione avere condiviso con i massimi esperti la nostra proposta: in un momento storico caratterizzato dalla crisi di sostenibilità di tutti i sistemi sanitari, è tempo di finanziare la ricerca comparativa indipendente in grado di fornire adeguate evidenze e di smetterla di rimborsare, con il denaro pubblico, interventi sanitari di efficacia non documentata». Mar. Mal.


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