Politica e Sanità

dic42018

Finanziamenti in sanità, Grillo: il pubblico non basta. Ben venga l'operatore privato con regole chiare

«Lo Stato non può rispondere a tutte le esigenze di cura. Quindi ben venga l'operatore privato purché sia controllato con regole di ingaggio e in maniera precisa. Perché è lì che si può annidare il problema reale quando si parla di privato in sanità». Lo ha spiegato il ministro della Salute, Giulia Grillo. «Quando si parla di privato» ha detto Grillo all'Adnkronos Salute «bisogna capire cosa si intende. In Italia il finanziamento della sanità è pubblico. Ed è questo l'importante: mantenere il finanziamento pubblico. Perché, in questo modo, riusciamo a garantire l'articolo 32 della Costituzione. L'erogatore, quello che presta l'assistenza, può essere anche un soggetto privato, non è un problema. Già oggi molta parte dell'ospedalità viene garantita da soggetti privati. Parliamo di numeri rilevanti, vicini al 40% di posti letto per acuti. Il tema non è il privato, ma continuiamo a finanziare la sanità. Naturalmente sul soggetto privato - sottolinea - bisogna esercitare gli stessi controlli di qualità che vengono fatti sul pubblico».

I buoni propositi per il nuovo anno per la sanità? «Innanzitutto», ha aggiunto il ministro «abbiamo preso l'impegno con le Regioni di scrivere il nuovo Patto per la salute, che non sarà un "libro dei sogni", ma cercheremo di inserire anche obiettivi da attuare nel più breve tempo possibile, che vadano di pari passo anche con due tavoli, quello sulla farmaceutica che ha emanato un documento in via di limatura che presenteremo a breve, e quello che sta lavorando sui dispositivi medici». «Bisogna lavorare tantissimo ancora sul controllo dei device» dice il ministro «e abbiamo intenzione di agire su questo. Poi i progetti sono tantissimi e mi auguro di riuscire a realizzare questi insieme al mio 'pallino' più grande, le liste di attesa, già il prossimo anno».
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