Politica e Sanità

feb72019

Fattura elettronica, verso l'esonero per il 2019 infermieri, ostetrici e ottici

Non solo medici, dentisti e farmacisti: si estende a tutte le prestazioni sanitarie effettuate su pazienti (anzi "persone fisiche") il divieto di emettere fattura elettronica e di inviarla al sistema d'interscambio dell'Agenzia delle Entrate previsto dalla Manovra 2019 per i professionisti già tenuti all'invio al sistema Tessera Sanitaria dei dati dei pazienti da loro assistiti in libera professione. Lo prevede un passaggio del decreto legge semplificazioni convertito ieri alla Camera in via definitiva. Al comma 9 bis introdotto con emendamento 9.0.500/1 si legge che «le disposizioni di cui all'articolo 10-bis del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136 (cioè la dispensa dall'obbligo di fatturazione elettronica ndr), si applicano anche ai soggetti che non sono tenuti all'invio dei dati al Sistema tessera sanitaria, con riferimento alle fatture relative alle prestazioni sanitarie effettuate nei confronti delle persone fisiche". Un modo "smart" per abbracciare tutti i professionisti che fin qui non sapevano come comportarsi: infermieri, ostetriche, igienisti dentali, psicologi, tecnici di radiologia, ottici ove abbiano inviato dati al sistema Ts, persino i veterinari. Ma ricomprende anche tutte le strutture sanitarie: Asl, ospedali, farmacie, ambulatori, ogni tipo di struttura accreditata. Tutti questi operatori dovranno utilizzare la fattura cartacea e poi riportare i dati dei pazienti da loro curati al sistema Ts salvo che quelli abbiano deciso di non portare in detrazione le spese sanitarie dal modello 730 (è per le detrazioni automatiche del Fisco nel modello 730 precompilato che è nato l'obbligo per i sanitari di inviare i dati delle transazioni con i pazienti al sistema Tessera sanitaria). La "dispensa coatta" ai sanitari dalla fattura elettronica, che vale solo per il 2019 e vige finché l'Agenzia delle Entrate non avrà offerto tutti i correttivi anti-hacker e per minimizzare i dati utilizzati (come impone il nuovo regolamento europeo General Data Protection), opera anche nel caso in cui nell'importo addebitato all'utente non si faccia distinzione tra spesa per prestazione sanitaria e spesa non sanitaria: la stessa Agenzia, rinnovando le Frequently Asked Questions sul sito lo scorso 29 gennaio, ha spiegato che per rientrare nel divieto di emissione della fattura elettronica, e automaticamente dover spedire i dati della transazione al sistema Tessera sanitaria, è sufficiente che l'importo della prestazione sia almeno in parte riconducibile a una spesa sanitaria.
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