Politica e Sanità

dic12018

Fascicolo sanitario elettronico, i sistemi informatizzarti non sono blindati. Rischio privacy

Le ricette e il Fascicolo sanitario come la fattura elettronica, non è detto che i dati sensibili dei cittadini siano al sicuro da occhi indiscreti. L'allarme lo ha lanciato Paolo MiserIcordia esperto informatico della Fimmg alla trasmissione la nostra sanità e lo ripete più forte a DoctorNews: «La blindatura dei sistemi informatici regionali non è così elevata come dicono le regioni. Stiamo osservando criticità tali da indicarci con i pazienti in tutte le regioni l'uso di grande prudenza sul tema dell'adesione al Fascicolo sanitario elettronico». Un fascicolo che, per la cronaca, è applicato diversamente da una regione all'altra, al Sud solo da Puglia, Basilicata, nelle Isole solo dalla Sardegna, al Centro-Nord stanno arrivando tutte a regime tranne l'Abruzzo. Ma non è detto che dove i dati dei cittadini siano immagazzinati le cose vadano meglio. Ad esempio, ci sono rischi per la riservatezza, e i medici di famiglia starebbero accumulando un dossier di lamentele.

«Ho letto l'appello del Garante all'Agenzia delle Entrate sulla fattura elettronica, teme il fiorire di repository di dati, di tentativi di introdursi nei canali di trasmissione e di profilazioni. Ha ragione», dice Misericordia. «Però occorrerebbe porsi anche il problema delle Regioni e dei loro sistemi di raccolta dei dati sanitari nelle ricette e nei certificati: sono dati sensibili, hanno a che vedere con la salute di un cittadino, indicano che malattie ha, dicono tante cose. Quali garanzie di inaccessibilità sono state date? Non possiamo far finta che tutto vada bene. Man mano, in tutte le regioni, incluse quelle che nel tempo si sono dotate di propri sistemi di accoglienza per dati sanitari, affiorano criticità sul cui dettaglio dobbiamo lavorare con le istituzioni, anche per evidenziarne meglio la portata».

Un medico di famiglia che vuole restare anonimo ci spiega che «i medici non potrebbero permettersi un solo giorno un sistema dove alcune informazioni viaggiassero in chiaro, leggibili ad operatori non scelti dai pazienti, o viaggiassero in modalità non sicura, tale per cui per raccoglierle bastano un username di medico e una password, neanche un token, o un sistema di riconoscimento personale. In Lombardia la raccolta del consenso del cittadino avviene in un ufficio Asl, in Veneto è affidata al medico. Indipendentemente dal fatto che la Regione confermi la sua titolarità sul dato, il sistema comporta una diversa responsabilità a fronte di un uso improprio dei dati e di una denuncia del cittadino». «Il medico di famiglia - conferma Misericordia - è stato lasciato un po' solo, ha portato sulle spalle il peso dell'adeguamento informatico e ora, a seconda della regione, è più o meno coinvolto nella raccolta del consenso degli assistiti al trattamento dei loro dati nel Fse. È chiamato a farsi co-garante di tutele che solo la Regione sa quanto siano rispettate; in molti casi le regioni ci chiedono di rassicurare di persona gli assistiti sulla tutela della riservatezza dei loro dati. Devono però coinvolgerci nell'ingegneria delle loro reti. E noi, al primo problema di privacy, alla prima informazione ridondante o alla quale non avrei titolo di accesso, abbiamo il dovere di lanciare un warning. È il nostro ruolo a difesa della salute degli assistiti».

Misericordia chiama le regioni a riflettere sulla sicurezza delle loro reti. «Siamo nell'era del General Data Protection Regulation che sollecita ovunque parsimonia nell'utilizzo di dati personali, eppure la spesa per la sanità informatizzata appare minima». I dati dell'Osservatorio eHealthlab Consulting la danno per irrisoria: il 2,4% di tutta la spesa per l'informatica generata in Italia. «Ad esempio, non si investe nell'attribuire a professionisti al top compiti di adeguamento dei sistemi. I risultati sono sotto i nostri occhi. La medicina generale ora avverte: la fiducia dei cittadini nel loro medico curante è alta, a livelli del 90% (secondo la ricerca "Salute 4.0: curarsi nell'era digitale, generazioni a confronto", commissionata da Bnp Paribas Cardif all'istituto Eumetra ndr). Ma, se viene meno, salta la certezza del diritto alla salute».

Mauro Miserendino
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