Politica e Sanità

apr232018

Farmacia dei servizi, Cartabellotta (Gimbe): grande opportunità per la sostenibilità del Ssn

«Il contributo della farmacia dei servizi alla sostenibilità del Ssn consiste nella possibilità di ridurre sprechi e inefficienze grazie ai nuovi servizi: migliorare il sottoutilizzo di prestazioni sanitarie efficaci e appropriate, in particolare favorendo l'aderenza terapeutica nei pazienti cronici e gli interventi di prevenzione, ridurre le complessità amministrative, grazie alle facilitazioni per la prenotazione di prestazioni di specialistica ambulatoriale, ritiro referti e pagamento ticket, e al miglioramento del coordinamento dell'assistenza tra vari setting assistenziali, in particolare tra ospedale e cure primarie». A ricordarlo nel corso di un dibattito organizzato da Federfarma, sul rinnovato ruolo delle farmacie nell'ambito di Cosmofarma, Nino Cartabellotta - Presidente della Fondazione Gimbe.

Queste attività, inizialmente definite dal DLgs 153 del 3 ottobre 2009, sono state ampiamente riprese nel "Documento integrativo dell'atto di indirizzo per il rinnovo della convenzione nazionale con le farmacie pubbliche e private" del marzo 2017, che identifica tra i nuovi ruoli della farmacia il contributo all'informazione, ai sistemi di verifica, allo sviluppo delle reti e ai programmi di prevenzione.

«Indubbiamente» ha puntualizzato Cartabellotta «il successo della farmacia dei servizi richiede una profonda revisione del ruolo del farmacista, che da semplice dispensatore di prodotti deve trasformarsi in un protagonista attivo della rete di servizi sanitari, sacrificando in parte l'anima commerciale e sviluppando nuove competenze che gli permettano di erogare adeguatamente le prestazioni richieste».

L'avvio della sperimentazione, tuttavia, sembra non essere immediata viste le 3 condizioni poste all'unanimità dalla Commissione Salute delle Regioni nella riunione del 18 aprile 2018:

  • La richiesta di assegnare i € 36 milioni previsti dalla legge di Bilancio nel triennio 2018-2020 alle 9 Regioni individuate sulla base del criterio della quota capitaria di accesso, indipendentemente dall'anno previsto per l'avvio delle attività, secondo Cartabellotta «stravolge il principio della bozza di DM: risorse non più destinate ad una sperimentazione graduale, ma mera spartizione di fondi tra le 9 Regioni identificate».
  • La materiale erogazione dovrà seguire il cronoprogramma delle attività sperimentali di ogni Regione, nel rispetto dello stanziamento previsto dalla norma, «una condizione di fatto superflua - secondo il Presidente - visto che gli anni di erogazione dei fondi sono già stabiliti dalla Legge di Bilancio 2018».
  • Infine la richiesta che, oltre a quanto previsto dalla legge, analoga quota capitaria di accesso sia resa disponibile, a valere sulle risorse per gli obiettivi di piano, anche alle altre Regioni a statuto ordinario che vogliano avviare nel triennio iniziative analoghe. In contrasto con le posizioni di alcuni relatori, Cartabellotta ha dichiarato che «Le Regioni non incluse nella sperimentazione possono sicuramente attingere alle risorse già assegnate sottraendole ad altri obiettivi di piano, ma è impossibile reperire ulteriori finanziamenti prima della Legge di Bilancio 2019, come invece sembra richiedere questa terza condizione. In ogni caso, bisognerebbe riscrivere per la terza volta lo schema di DM e aggiustare le norme in materia previste dalla Legge di Bilancio 2018, che non rappresenta né un'urgenza per le funzioni dell'attuale esecutivo, né verosimilmente una priorità immediata per il nuovo Governo».

A mettere in discussione quest'ultimo punto sulla disponibilità delle risorse nel corso del dibattito Nello Martini, per il quale le farmacie «hanno una grande opportunità di rientro nel processo assistenziale rispetto alla cronicità. La farmacia» ha detto Martini «deve entrare in modo strutturale all'interno del team che si prende carico dei pazienti cronici». Il ruolo dei farmacisti è rivolto in particolare «all'aderenza al trattamento, garantendo risparmio notevolissimo oltre a creare salute. È una grande sfida» continua Martini «per la quale serve un piano vero di formazione su argomenti non noti alla stragrande maggioranza dei professionisti». E non c'è tempo da perdere come conferma l'esperto «le decisioni vanno prese in tempi rapidi, se si ritarda ulteriormente altri modelli escludono la farmacia».


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