Politica e Sanità

ago32018

Farmaci, il progetto pilota di Amazon per le prescrizioni dei medici

Dal farmaco da banco all'etico. Dopo aver acquisito qualche mese fa un distributore di farmaci a domicilio, Pillpack, e dopo aver annunciato che produrrà in proprio ibuprofene e qualche altro prodotto da banco, la multinazionale delle consegne a casa Amazon, secondo il network d'informazione CNBC ha avviato colloqui con la start-up Xealth e con due reti di ospedali Usa - Seattle's Providence Health Systems e University of Pittsburgh Medical Center - per avviare un progetto - pilota che consenta ai medici di prescrivere ai pazienti dei farmaci prima della dimissione; i farmaci arriverebbero a casa dei pazienti iscritti al servizio Amazon Prime. Al di là dei no comment degli interessati, le certezze sono che la distribuzione di farmaci negli Stati Uniti fattura oltre 400 miliardi di dollari e che, come e più che in Europa, l'acquisto di farmaci online è in crescita. Il dato nuovo è che, almeno nel sistema americano, il vento della distribuzione via web si appresta ad investire sia il farmaco senza prescrizione medica sia quello etico. In Italia sono vendibili online i soli farmaci senza obbligo di prescrizione (Sop) e i farmaci da banco (Otc), elencati sul sito dell'Aifa. Ma il confine nel giro di un quinquennio potrebbe essere valicato, come spiega Saffi Ettore Giustini, responsabile Area Farmaco Società Italiana di Medicina Generale. «Siamo di fronte a un grande cambiamento di scenario nella commercializzazione. I player in Olanda, Gran Bretagna, stanno crescendo in un continente - l'Europa - dove pure l'età media dei residenti è alta, e le innovazioni attecchiscono sempre meno. Eppure non solo le giovani generazioni di utenti sono protagoniste di questo cambio nel mercato: gli stessi produttori scommettono sempre meno sulla distribuzione in fascia A di statine, antipertensivi o antiulcera che ormai costano pochi euro a confezione». «A fronte di alcuni principi che, oggi prescritti solo da specialisti e magari dispensati nella sola farmacia Asl, presto potrebbero passare alla prescrizione dei medici di famiglia e alla distribuzione in farmacia territoriale, molta parte dei farmaci per le cronicità potrebbe essere destinata a passare in fascia C a pagamento.

Già oggi a molti miei assistiti non fa impressione l'euro in più che si paga rispetto al ticket acquistando il medicinale con ricetta bianca che rispetto alla ricetta SSN (cui pure essi avrebbero diritto) consente più dispensazioni, ed evita di venire in studio. Ricetta o non ricetta -afferma Giustini- il paziente appare orientato a muoversi il meno possibile per vedersi dispensare i farmaci. Credo che le farmacie territoriali per non essere bypassate dovranno "cavalcare" il nuovo canale distributivo e ottenere regole semplici e precise, ad esempio per la preparazione dei blister, cosa che credo sia nelle corde dei farmacisti come la preparazione dei galenici. Resta la necessità che tutti i pazienti in cura per le cronicità continuino a passare dallo studio e dalla farmacia per il monitoraggio dell'efficacia delle terapie e dell'aderenza terapeutica». Considerazioni a parte sulla distribuzione diretta: «Da un distributore privato, anche un colosso esperto di contenimento dei costi, al momento parrebbe difficile per un'Asl o un ospedale spuntare i prezzi scontati al 50% che si ottengono dal produttore, ma se si realizzassero le condizioni economiche per aprire le gare, sinceramente non vedo ostacoli».
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