Pianeta Farmaco

apr122018

Farmaci falsi, dagli anabolizzanti ai salvavita come cambia l'offerta della rete

Quattro internauti italiani su 10 hanno acquistato farmaci online nonostante, secondo LegitScript, agenzia che aiuta Google a scovare le farmacie pirata, appena lo 0,6% dell'offerta sia legale. Un giro di affari che a livello globale vale centinaia di miliardi di dollari (almeno 200 miliardi nel 2010, secondo le stime dell'Ocse) e che si sta ampliando anche con una recente diversificazione del mercato: prima si trovavano illegalmente online per lo più farmaci "performanti" (Viagra & Co, steroidi anabolizzanti, principi attivi dimagranti), cercati sul web per aggirare l'obbligo di prescrizione, più recentemente si sono aggiunti anche i salvavita di costo elevato e con problemi di accesso, come antitumorali e farmaci anti-epatite.


È questo uno degli aspetti del fenomeno della contraffazione dei farmaci messo in evidenza nel corso della presentazione della campagna di informazione e formazione contro i crimini farmaceutici realizzata dall'ordine dei Farmacisti di Roma con la partecipazione di Federfarma Lazio e il patrocinio della Regione. A veicolare le informazioni corrette sarà l'opuscolo "Farmaci falsi e illegali: ne sai abbastanza per non correre rischi? Ecco cosa devi assolutamente sapere per proteggere la tua salute...", in distribuzione in 200 mila copie attraverso le 1400 farmacie della Regione, che spiega ai lettori "5 semplici verità" per evitare "guai così gravi da mettere a rischio la salute e la stessa vita". Ed è solo uno degli strumenti messi in campo, al quale si accompagnano anche corsi di formazione per i farmacisti e iniziative come il convegno "Falsi da morire", che ha riunito ieri al Nobile Collegio Chimico e Farmaceutico i principali protagonisti del contrasto ai crimini farmaceutici e i rappresentanti di tutta la filiera del farmaco.

«La minaccia è seria, per l'uso ormai smodato di internet e perché i rischi non sono percepiti in tutta la loro pericolosità dall'opinione pubblica. L'opuscolo è quindi una guida ai naviganti, serve a dare informazioni appropriate ai cittadini - ha dichiarato Emilio Croce, Presidente dell'Ordine dei Farmacisti di Roma, che vede un collegamento diretto tra l'abitudine a cercare diagnosi e cure online, affidandosi al "dottor Google", e l'acquisto tramite il web di farmaci illegali. «Il fai-da-te con i farmaci è di per sé è sbagliato, figuriamoci via internet senza una ricetta, bypassando il consiglio del medico. Ora che tanti media non specializzati hanno inserti salutistici, c'è sempre qualcuno che pretende di sapere qualcosa più degli altri. Bisogna porre un argine finché c'è tempo». L'Ordine, sottolinea Croce, vuole anche «istruire i farmacisti e dare loro gli strumenti necessari, per coadiuvarli nel rispondere in modo appropriato alla domanda di salute dei cittadini. Il tema dei crimini farmaceutici entra quindi anche nei corsi Ecm ordinari che facciamo per tutti gli iscritti, in modalità residenziale o con la formazione a distanza. Il mese prossimo ci saranno moduli su questo tema a Tivoli e a Civitavecchia. In generale, il crimine farmaceutico e in particolare i traffici illegali online non possono restare nella penombra di una sottocomunicazione, dobbiamo illuminarli, con un'informazione efficace validata anche in convegni come questo e condotta con strumenti adeguati da professionisti preparati e credibili" conclude il Presidente.

A dare conto di come evolve il fenomeno è Domenico Di Giorgio, direttore dell'Ufficio Qualità di Prodotti e Contrasto al crimine farmaceutico dell'AIFA, che ha collaborato anche alla realizzazione dell'opuscolo: «All'inizio il paziente veniva truffato da siti che si fingevano legali. Poi siamo passati a siti che si spacciavano per i "Robin Hood del web" e proponevano prodotti bloccati dalle amministrazioni o dalle multinazionali. Ora l'offerta arriva attraverso i social network o piattaforme legali come Amazon e eBay, e quindi c'è di nuovo il tentativo di far credere che quello che si offre sia legale e sia a vantaggio del paziente». L'esperienza accumulata negli anni non serve certo solo a monitorare il fenomeno: «Oggi possiamo intervenire per bloccare l'offerta, grazie a una rete di collaborazioni forti con i Nas, con le polizie estere e con le piattaforme. Solo l'anno scorso abbiamo spento 3500 offerte illegali su eBay. Lo strumento più importante è, però, quello della comunicazione al pubblico, perché se non riusciamo a ridurre le domanda, non vinceremo questa battaglia - sottolinea Di Giorgio - Al di là delle stime del giro di affari illegale, la cosa veramente significativa è che se un farmaco manomesso di questo tipo arriva al pubblico può esserci una vittima e ogni vittima è una vittima di troppo».

Ma quali sono le "5 verità" sui farmaci falsi e illegali che i cittadini laziali potranno scoprire attraverso l'opuscolo? La prima è, come già detto, che meno di un farmaco su 100 di quelli offerti sul web è legale e quindi sicuro. Bisogna sapere che in Italia la vendita on line è limitata ai prodotti da banco e solo ai negozi autorizzati dotati dell'apposito bollino di riconoscimento. La seconda riguarda i campanelli d'allarme che dovrebbero far subito dubitare di siti che vendono farmaci soggetti a prescrizione o non registrati e non in commercio in Italia, che inviano farmaci senza indicarne l'origine, che non offrono contatti degli amministratori o che vendono a prezzi molto più bassi rispetto a quelli delle farmacie. In genere, spediscono un prodotto diverso da quello richiesto. La terza verità è che, "anche se non si vede, il rischio c'è (eccome!)", visto che acquistando illegalmente online si rinuncia a tutta la catena di garanzie e controlli che accompagna i farmaci venduti in farmacia: nei prodotti illegali sequestrati in Italia nel 2016 nel corso dell'Operazione Pangea IX, per esempio, furono trovate tracce di arsenico e veleno per topi, polveri di gesso e di cemento utilizzate come eccipienti e vernici stradali al posto dei coloranti alimentari. La quarta verità è che l'acquirente, prima di essere vittima, è complice dei criminali che speculano sulla salute, con prodotti che possono non contenere nulla, ma anche sostanze pericolose, addirittura letali. L'ultima verità è che i farmaci sono una cosa serie, bisogna chiederli al medico e al farmacista, senza cercare scorciatoie. Il dottor Google non può dare garanzie, ma solo esporre a rischi, anche molto gravi.

Elvio Pasca


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