Politica e Sanità

giu132018

Epatite C, Cicchetti (Altems): svolta coi nuovi farmaci. Ora potenziare lo screening

I nuovi farmaci contro il virus Hcv hanno portato a una svolta epocale nella gestione dell'epatite C, «ma sono ancora molti gli aspetti che possono rallentare, o addirittura minare, il processo di cura. Il finanziamento del piano di cura del paziente Hcv deve tener conto dell'alto numero di pazienti che ancora devono essere trattati e delle risorse economiche a disposizione. È indispensabile potenziare lo screening e monitorare nel tempo i pazienti trattati, senza dimenticare quelli che hanno fallito la terapia e che, seppur in numero limitato, dovranno continuare ad essere trattati».

A spiegarlo è Americo Cicchetti, direttore Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi sanitari (Altems), all'8° Workshop di economia e farmaci in epatologia (Wef), che vede confrontarsi all''Università Cattolica di Roma istituzioni, medici e pazienti. Il Workshop «darà spazio anche alle nuove sfide che interesseranno l'epatologia: la colangite biliare primitiva, l'encefalopatia epatica, la Nash (steatoepatite non alcolica) e l'epatocarcinoma, patologie su cui fino ad oggi il Wef non si è soffermato, se non marginalmente. La Nash in particolare» ha detto Antonio Gasbarrini, professore di Gastroenterologia della Cattolica «può anche progredire in fibrosi e cirrosi nel corso degli anni con un alto rischio di insufficienza epatica ed epatocarcinoma. Entro il 2020, le proiezioni indicano che la Nash supererà l'epatite C come principale causa di trapianti di fegato negli Stati Uniti. Sono diversi i farmaci oggi in studio per la Nash
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