Politica e Sanità

set132022

Elezioni e candidati, Gemmato (Fdi): tempo di portare in farmacia la diagnostica per conto del Ssn

«La farmacia convenzionata ha dato un apporto eccezionale alla sanità territoriale in tempo di pandemia e ora si propone come punto essenziale non solo di dispensazione di farmaci ma anche di diagnostica per conto del Servizio sanitario pubblico in Italia». La frase riassume il programma di Marcello Gemmato, 50 anni, barese, farmacista, componente della 12ma commissione affari Sociali della Camera, protagonista della legislatura appena conclusa nelle file di Fratelli d'Italia, che ora si ricandida sempre con il partito guidato da Giorgia Meloni, per le elezioni in programma il 25 settembre prossimo. «Da questa legislatura, che purtroppo ha coinciso con l'emergenza pandemica (gennaio 2020-aprile 2022 ndr) esce un farmacista rinforzato nel ruolo e nella credibilità. Le 19 mila farmacie pubbliche e private convenzionate hanno assicurato in questi anni al servizio sanitario pubblico, in primo luogo, l'apertura e la presenza fisica, e servizi sempre più innovativi rispetto alla semplice dispensazione del medicinale», dice Gemmato. «Hanno offerto man mano il tracciamento attraverso i tamponi sul territorio, dei nuovi casi e dei guariti: un monitoraggio indispensabile che senza la farmacia territoriale sarebbe saltato. E hanno offerto la possibilità di vaccinare i cittadini contro il Covid-19 e di qui quella di somministrare i vaccini per l'influenza stagionale. La farmacia è divenuta in pochissimi anni punto di primaria importanza nella catena di distribuzione della salute sul territorio, offrendo servizi omogenei fin nel paese più sperduto».

E in prospettiva che accadrà?
«La legge sulla farmacia dei servizi inizia ad avere finalmente una declinazione pratica; in questi anni le farmacie hanno acquisito capacità di adattarsi, e di far crescere servizi sul territorio. Una credibilità che ora può essere spesa ulteriormente per ampliare con provvedimenti specifici l'offerta di indagini diagnostiche in farmacia, a partire dallo screening del sangue occulto nella ricerca dei tumori del colon retto, per proseguire con le indagini di laboratorio e gli elettrocardiogrammi. Grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza la farmacia può diventare "spoke" della diagnostica offerta dal Servizio sanitario nazionale».

Nella campagna elettorale il Centro Destra pare puntare molto su un potenziamento della sanità pubblica e dei livelli essenziali d'assistenza, eppure da altri partiti si accusa la coalizione di essere molto aperta a modelli di sinergie con i capitali privati...
«Niente di più erroneo. La vision di Fdi sulla sanità -spiega Gemmato-punta su un servizio universalistico fondato sui principi dell'articolo 32 della Costituzione, secondo cui tutti i cittadini hanno diritto a pari livelli di assistenza. Certo, non bisogna avere un approccio ideologico ma pragmatico. Ci sono casi di sussidiarietà in cui la sanità privata ha dato tanto al cittadino senza incidere sui bilanci pubblici. Un esempio sono proprio le farmacie territoriali: senza l'opera di tutte quante - pubbliche e private -non avremmo avuto né tamponi a sufficienza né tracciamento del Covid. Per contro, ricordo che la Fondazione Gimbe ha certificato come negli anni pre-Covid di governo del Centro Sinistra il servizio sanitario sia stato definanziato di 37 miliardi di euro. E ancora, il Dm 70 che ha riformato l'ospedale e non il territorio sia del 2015. Lo stesso federalismo spinto della riforma costituzionale del 2001 è stato approvato sotto il governo di Massimo D'Alema». Cosa farà Marcello Gemmato se eletto? «Come nei precedenti cinque anni di legislatura, continuerò a cercare di rappresentare in parlamento il valore e la professionalità dei farmacisti italiani, che -ripeto-hanno dato tanto al Paese in questi anni».
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