Politica e Sanità

mag192021

E' legge il Dl Sostegni. Da farmacisti vaccinatori a medici 118 le principali novità

Il primo decreto Sostegni è legge, in attesa che il Consiglio dei ministri approvi il secondo. La Camera ha dato l'ok in via definitiva con 472 voti a favore, 49 contrari e 2 astenuti. E' passato, blindato, il testo già approvato in Senato. Le novità in sanità stanno agli articoli 18-24 con il 20 "epicentro" che stanzia 2,8 miliardi di cui 2,1 per l'acquisto di vaccini, e 700 milioni su farmaci per la cura del Covid-19. Di questi ultimi, 300 milioni vanno per l'acquisto di Remdesivir e 400 per anticorpi monoclonali. La legge potenzia il ruolo del farmacista e specifica le categorie coinvolte nei vaccini anti-Covid: tra i medici reclutati, se non bastassero le adesioni dei medici di famiglia, entrano in campo specialisti Asl, pediatri, odontoiatri, medici di continuità assistenziale, 118 e servizi. Per i dipendenti, si stanziano 100 milioni per l'acquisto di prestazioni aggiuntive, e si agevola la possibilità che Asl ed ospedali paghino pure infermieri e assistenti sanitari (già si fa) nel rispetto dell'orario massimo di lavoro e dei riposi. Per i medici specializzandi, cancellata la norma che prevedeva la vaccinazione come attività formativa, si prevede che il Commissario Covid possa assumere neolaureati, oltre che infermieri, anche iscritti a corsi di specialità, su base volontaria, fuori orario di formazione e in deroga alle incompatibilità previste dai contratti specialistici (Dlgs 368/1999). Si indicano i malati oncologici in follow up quale categoria prioritaria da vaccinare e le Infermiere Volontarie della Croce Rossa sono abilitate alle somministrazioni. Intanto però previa formazione ed accordi delle regioni con sindacati ed ordine, anche i farmacisti potranno vaccinare senza la supervisione dei medici inizialmente prevista in Finanziaria; gli accordi regionali dovranno disciplinare requisiti minimi strutturali dei locali e misure per la sicurezza degli assistiti. Per la nuova attività si prevede un incentivo totale da 50 milioni di euro per 3 mesi del 2021, e 150 milioni nel 2022, previo decreto del Ministro della salute, di concerto con Ministro dell'economia e regioni. Si stanziano 200 milioni per agevolare investimenti privati volti a riconvertire il settore farmaceutico alla produzione di nuovi farmaci e vaccini.

Ove servano locali per ricoverare pazienti paucisintomatici o positivi in isolamento le regioni possono affittare hotel o altri immobili idonei; per indirizzare le azioni assistenziali delle Asl sempre più fuori dagli ospedali, si stanziano 51,6 milioni di euro. Si prolunga a tutto il 2021 la ferma per 190 ufficiali medici e 300 sottufficiali infermieri in Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri assunti nel 2020 per l'emergenza Covid, e si prorogano di 12 mesi 15 incarichi a bologi, cgimici e fisici al ministero della Difesa. All'articolo 24 nasce un fondo Mef da un miliardo per concorrere al rimborso delle spese sostenute nel 2020 dalle regioni per l'acquisto di dispositivi di protezione individuale (DPI) e altri beni sanitari connessi all'emergenza Covid, un decreto va a disciplinarvi il ricorso. E all'articolo 24 bis per meglio fronteggiare la pandemia si consente ai medici del 118 in servizio a tutto il 2020 di non restituire le parti di stipendio corrisposte "a seguito di prestazioni lavorative rese in esecuzione di accordi collettivi nazionali di lavoro o integrativi regionali". Plaude Maurizio Borgese, Responsabile Sindacato Medici Italiani (SMI) Emergenza 118. «Molti medici del 118, in Campania e in giro per l'Italia, hanno dovuto subire l'ingiunzione di dover restituire tutte indennità aggiuntive pregresse accumulate in anni di lavoro. Il DL Sostegni conferma una volta per tutte la giustezza della retribuzione aggiuntiva, nel rispetto dell'accordo integrativo regionale del 2003, tuttora vigente, per la parte che riguarda l'area dell'emergenza e per tutti i professionisti medici afferenti. Ora si tratta di delineare le condizioni per una riforma strutturale del sistema 118 istituito nel 1992: in un momento così delicato andrebbe potenziato e non depotenziato, serve un confronto tra politica e forze sindacali della categoria».

Un rapido cenno agli altri provvedimenti del decreto approvato, che innanzi tutto stanzia ristori a fondo perduto in base al criterio della perdita subita nel 2020 rispetto all'anno prima per aziende e professionisti, con eliminazione del limite che li vincolava all'appartenenza alle categorie più colpite. E' sospeso l'invio delle cartelle esattoriali con annullamento di quelle 2000-2010 per i redditi più bassi. Il blocco dei licenziamenti e della cassa integrazione ordinaria è prorogato a tutto giugno, e al 31 dicembre la cassa integrazione in deroga. Ai lavoratori stagionali del turismo e dello spettacolo va un'indennità da 2400 euro; sono rifinanziati reddito di cittadinanza con 1 miliardo e di emergenza con 1,5; alt a prima rata Imu per le imprese con cali di fatturato del 30%, e al canone Rai per alberghi, bar e ristoranti. Parte un fondo da 10 milioni per aiutare i genitori separati o divorziati in difficoltà economiche. Si sbloccano da luglio gli sfratti pre-Covid mentre i proprietari di case non dovranno pagare le tasse sui canoni non riscossi anche per contratti ante-2020.

Mauro Miserendino


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