Politica e Sanità

feb92018

Donne medico, le richieste delle leader ordinistiche all'esecutivo Fnomceo

«La mia prima impressione è positiva. Nel comitato centrale si sono resi conto che non tutti i passaggi che hanno portato a una squadra quasi unicamente maschile sono stati percepiti come corretti; ci sono ben diciotto vicepresidenti-donna Omceo, oltre a 11 presidentesse Omceo e 4 presidentesse provinciali di Commissione Albo Odontoiatri. Escludere la componente femminili dai vertici della Federazione a partire dagli accordi pre-elettorali ha provocato dapprima rabbia nelle colleghe, ma adesso si fa strada una reazione pragmatica».

Maria Erminia Bottiglieri presidente Omceo Caserta, medico ospedaliero endoscopista (estrazione Anaao-Assomed) e coordinatrice negli ultimi 3 anni dell'Osservatorio sulla Professione Medica al Femminile, ora da rinnovare come tutte le altre Commissioni e gruppi di lavoro in Fnomceo, offre le sue impressioni al termine dell'incontro con il neopresidente della Federazione degli Ordini Filippo Anelli e con il nuovo esecutivo. «Giovedì eravamo presenti in 13, 9 presidentesse di Omceo e 4 presidentesse Cao.

Si parte da una situazione in cui, con l'approdo alla presidenza di Anelli al posto di Roberta Chersevani, non c'è più nessuna presidente d'ordine in comitato centrale; c'è solo, revisore dei conti, Anna Maria Ferrari, presidente Omceo Re. Sono state verbalizzate quattro nostre richieste. Abbiamo intanto istituito un "tavolo" delle Presidenti Omceo e Cao, che si riunirà in occasione dei Consigli nazionali dei 106 presidenti Omceo, e abbiamo chiesto che questo gruppo di lavoro, coordinato dalla "veterana" Anna Maria Calcagni, presidente dell'Ordine di Fermo, si incontri con l'Esecutivo in occasione dei prossimi Comitati centrali e si interfacci affinché una Presidente Omceo sia prevista come consulente o cooptata in seno al Comitato centrale. Nell'ultimo triennio, ricordo, sono stati individuati tre presidenti Omceo tra chi poteva affiancare il Cc, e si è sempre trattato di uomini. Noi chiediamo che, una volta ammessi, questi membri aggiunti siano o tutti donne (ad esempio, nel caso ne sia introdotto uno solo) o uomini e donne nella stessa percentuale se in numero pari. Se poi si vorranno concedere alla rappresentanza femminile tutte le posizioni cooptate, meglio ancora. Vogliamo occuparci non solo di salute al femminile ma anche di temi sanitari, entrare nel vivo del dibattito portando il nostro punto di vista». «Chiediamo poi -continua Bottiglieri - la presenza di minimo una Presidente Omceo o di una Presidente Cao provinciale in tutte le commissioni che si andranno a costituire. Ultima nostra richiesta: trasformare l'Osservatorio sulla Professione Medica al Femminile in un Osservatorio sulla Professione Medica per tutti. Nella precedente consiliatura ci siamo sentite ghettizzate, tutte donne. I problemi da risolvere non sono mai solo di un genere ma trasversali, ci possono stare anche colleghi uomini in questo gruppo. Fermo restando che ci sono problemi per lo più "al femminile", come il fatto che le donne impegnate in sanità e nel sociale secondo i dati Eurostat guadagnino in Italia il 28% in meno degli uomini, una questione da affrontare».


Mauro Miserendino
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