Politica e Sanità

mar82018

Donne medico in netta minoranza negli ordini: 8 marzo occasione di riflessione

Le donne medico sono in crescita, hanno superato il 40% e sono la maggioranza assoluta nella fascia fino ai 50 anni di età, eppure negli esecutivi della Fnomceo sono pochissime. In 56 ordini sono del tutto assenti, fra questi anche in alcuni dei 13 i cui presidenti sono stati eletti nel Comitato Centrale (Napoli, Bari, Venezia, Teramo e Siena). A fare il punto in occasione dell'8 marzo Annarita Frullini, medico donna, esperta in comunicazione e cultura di genere, ha lavorato, con Maria Antonella Arras e Federica Zolfanelli, sui dati delle presenze femminili della professione e sui risultati elettorali del 2017. Come molte colleghe, si è sorpresa per la mancanza di medici donna nell'attuale Comitato Centrale della Fnomceo e si chiede: è dovuto alle donne che non hanno potuto/saputo chiedere, o agli uomini degli ordini e dei sindacati che hanno sottovalutato i criteri di una rappresentanza democratica? «Sono sempre molte le possibili ipotesi per interpretare i risultati, - riflette - i dati presentati possono tenere desta l'attenzione in vista della scrittura dei decreti attuativi della legge Lorenzin e ci consentiranno di fare approfondimenti sia negli ordini dove la presenza femminile è bassissima sia con i presidenti di ordini virtuosi dove si è cercato di raggiungere un pieno equilibrio nella rappresentanza».

Fra le possibili cause, Frullini ricorda i vetusti meccanismi di voto presenti dal 1946, in cui le liste, di norma non previste ma di fatto proposte, sono un fattore determinante di inclusione o esclusione delle persone: «spesso le persone inserite nelle liste numericamente bloccate sono cooptate su decisioni di pochi e viene chiesto il voto sulla lista compatta. Va considerata la diffusa disaffezione verso le istituzioni ordinistiche. Anche i dati di affluenza elettorale andrebbero letti disaggregando genere e fasce di età. Personalmente credo sia indispensabile lavorare con persone che facciano sentire l'importanza dei temi e della vita ordinistica. Ho appreso i meccanismi della Federazione e il lavoro di squadra, conservando autonomia di pensiero e passione, grazie a mentori uomini: Amedeo Bianco, Aldo Pagni, Maurizio Benato, Toti Amato e Luigi Conte. Ho anche avuto modo di sperimentare, come candidata presidente del mio ordine, quanto non sia facile trovare donne, giovani e meno giovani, disposte a mettersi in gioco e certo non è da sottovalutare una certa dose di misoginia femminile. Con la libertà che deriva dall'essere ormai fuori da istituzioni ordinistiche, sono ancora più convinta della necessità che uomini e donne integrino le loro diversità».
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