Politica e Sanità

gen112019

Dl semplificazioni, su tirocinio medicina generale, 118 e Pronto soccorso le principali novità proposte

Dl semplificazioni, su tirocinio medicina generale, 118 e Pronto soccorso le principali novità proposte

Misure per velocizzare l'accesso dei giovani medici di famiglia a una professione sempre più sguarnita ma anche per stabilizzare il personale nei pronti soccorso: questo il contenuto degli emendamenti più probabili al decreto legge semplificazioni. Che, approvato in dicembre, affronta in Senato in plenaria la prima tappa per la conversione. E all'articolo 9 comma 1 prevede che fino a tutto il 2021 i medici tirocinanti possano partecipare all'assegnazione delle zone carenti ma in subordine ai medici già in assistenza primaria o continuità assistenziale. E aggiunge che, per accedere a incarichi in emergenza territoriale 118 bisogna aver fatto il corso semestrale di EST, una volta laureati ed abilitati. Ora però all'articolo 3 - quello che affronta temi "eterogenei" - un emendamento del governo Conte si propone di stabilizzare i camici nei pronti soccorso, aprendo i concorsi per incarichi nei dipartimenti di medicina d'urgenza a chi, abilitato ma non in possesso di specialità, ha lavorato 4 anni anche non continuativi con contratto a tempo determinato o di collaborazione coordinata e continuativa.

Medicina generale - Fino a tutto il 2021, i giovani medici del triennio, stando all'ultima stesura dell'articolo 9, potrebbero inserirsi in graduatoria per coprire un posto lasciato vacante già mentre frequentano l'ultimo anno di corso. Il decreto - già molto modificato, l'originale conteneva norme poi inserite in manovra e altre, come il dettaglio della lotta alle liste d'attesa, per ora accantonate - ipotizza limiti di massimale per chi studia e lavora contemporaneamente, e il part-time, i cui criteri sarebbero definiti dalle regioni. Entro febbraio, l'accordo collettivo nazionale (Sisac e sindacati) dovrebbe individuare "i criteri di priorità per l'inserimento nelle graduatorie regionali dei medici iscritti al corso di formazione per l'assegnazione degli incarichi convenzionali, e le relative modalità di remunerazione. In mancanza di accordo, si applicano i criteri previsti dall'Accordo nazionale vigente per le sostituzioni e gli incarichi provvisori". La commissione Sanità del senato ha intanto licenziato un parere in cui chiede di sapere intanto se le limitazioni di massimale ipotizzate per i medici in formazione valgano anch'esse fino al 2021 od oltre, e ha raccomandato di prevedere standard formativi nel corso.

Pronto soccorso - Finora i concorsi per gli incarichi in ospedale erano aperti a specialisti ospedalieri cardiologi, internisti, neurologi che si sono fatti esperienza sul campo. Oggi però c'è la specialità in medicina d'emergenza, urgenza ed accettazione che offre oltre 150 contratti l'anno. Al momento, per essere considerato equipollente senza avere la specialità occorre un'esperienza decennale in PS. I sindacati sono d'accordo nel risolvere il problema occupazionale ma non nel tenere chiusa la porta della specialità. Carlo Palermo segretario nazionale Anaao Assomed conviene che «nei Ps italiani c'è una situazione eccezionale, mancano già oggi circa 2000 medici». E qui «parliamo di colleghi che hanno un'esperienza di almeno 4 anni e che vanno stabilizzati. Ma la nostra proposta era anche di consentire loro l'iscrizione in sovrannumero alla scuola di specializzazione, per completare l'iter formativo». Palermo ricorda la recentissima indagine Anaao secondo cui la medicina di emergenza e urgenza è il settore più in sofferenza, nel 2025 saranno oltre 4.100 gli specialisti mancanti in pronto soccorso. I medici con i requisiti per la stabilizzazione, «e lo abbiamo detto anche al Ministero della Salute, andrebbero anche iscritti in sovrannumero alla scuola di specializzazione per completare l'iter di studio, tenendo conto dei crediti formativi acquisiti. E dunque magari in due anni al posto di cinque. Questo anche perché altrimenti chi è specializzato potrebbe sentirsi scavalcato in qualche modo».

Appalti - Il decreto prevede di far pagare i fornitori entro 30 giorni alle pubbliche amministrazioni come Asl ed ospedali che ricevessero anticipi di liquidità. La Commissione Sanità del Senato ha chiesto di introdurre una norma per contenere in 30 giorni nelle gare d'appalto i termini per eventuali impugnazioni così da garantire la realizzazione degli investimenti. E una seconda norma per consentire ad Asl ed ospedali di inserire clausole di rinegoziazione automatiche dei prezzi di fornitura in cambio di garanzie per l'aggiudicatario, tipo la facoltà di cessare anticipatamente dal contratto.


Mauro Miserendino


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