Politica e Sanità

gen112019

Dl Semplificazioni, Simeu: non specialisti in Ps? Misura tampone

Fronteggiare la carenza di operatori in pronto soccorso con medici che vantino un'esperienza sul campo pluriennale ma non sono specializzati? «Questa modifica può essere accettata solo come soluzione tampone eccezionale, non ripetibile. E comunque i medici non specialisti dovranno completare il loro percorso formativo specifico dopo l'assunzione, per garantire un livello adeguato delle prestazioni in emergenza-urgenza e un appropriato percorso professionale ai medici stessi». Così Francesco Rocco Pugliese, presidente nazionale Simeu (Società italiana di medicina di emergenza urgenza), commenta l'emendamento al Decreto Semplificazione sull'accessibilità ai concorsi in medicina d'emergenza-urgenza anche per i non specialisti.

«La medicina di emergenza urgenza ha sviluppato negli anni un'identità culturale e scientifica sempre più forte, come conseguenza delle profonde trasformazioni del sistema sanitario nazionale, in cui il pronto soccorso è chiamato ad assolvere un ruolo fondamentale nella risposta al bisogno di salute dei cittadini in tempi ristretti. Un'identità e un servizio pubblico che rischiano di essere compromessi se, per far fronte alla carenza di organico, si decide di impiegare nell'emergenza personale che non abbia una preparazione adeguata», avverte Pugliese.

La Scuola di specializzazione - aggiunge Pugliese - forgia i nuovi specialisti e da qui dovrebbero arrivare le risorse necessarie, attraverso l'aumento delle borse studio. Gli allievi della scuola sono il personale di domani dell'emergenza sanitaria per una efficace e appropriata risposta alle richieste di salute della popolazione. Come già sostenemmo la scorsa estate, quando il tema fu per settimane argomento di discussione sui mezzi di informazione, l'unica soluzione alternativa altrettanto efficace - ribadisce - riteniamo che sia l'investimento da parte del Ssn sugli specializzandi almeno dell'ultimo anno, nell'ottica di una naturale ultima fase di un percorso di formazione che si concluderebbe in ospedale, assicurando un alto livello qualitativo delle cure». L'inserimento, previsto dall'emendamento del Decreto Semplificazione, di personale non specializzato, «anche se con comprovata esperienza sul campo, rischia di invalidare il significato della formazione specialistica di 5 anni che i nostri giovani dal 2009 possono scegliere di intraprendere - riflette Pugliese - e che lo stesso ministero finanzia».

Inoltre, conclude, «bisogna aggiungere che la misura prevista dal Decreto Semplificazione sanerà la situazione dei medici già impegnati nei servizi di emergenza ospedalieri, ma non porterà a un reale aumento degli operatori».
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