Politica e Sanità

gen182019

Dl semplificazioni, novità sia per gli ospedalieri sia per Mmg. Ecco le principali

Attendono gli ospedalieri, riflettono i medici di famiglia. I più recenti emendamenti al decreto semplificazioni in fase di conversione al senato registrano due "botti" equamente ripartiti tra maggioranza e opposizione. Una proposta a prima firma di Stefano Patuanelli M5S dispone all'articolo 9, quello che interessa la sanità, che chi ha svolto almeno 12 mesi di sostituzioni anche non continuativi negli ultimi 10 anni sul territorio possa chiedere di entrare nel triennio di medicina generale in sovrannumero. Con tre limiti: dovrebbero prima superare il test d'ingresso, si pagherebbero la borsa salvo disponibilità delle Regioni, e una volta spendibili per la graduatoria sarebbero chiamati a coprire le carenze in subordine ai colleghi diplomati con borsa, sempre con norme fissate dalle regioni. La norma si applica a quella già nel testo secondo cui fino a tutto il 2021 i medici di famiglia in formazione, se all'ultimo anno di corso, possono inserirsi in graduatoria per una carenza e studiare e lavorare con limiti di massimale o part-time. Entro febbraio, un accordo tra Sisac e sindacati dovrebbe portare in convenzione criteri per questa rivoluzione. Lo stesso emendamento riconosce la formazione di medicina generale svolta in paesi dell'Unione europea previa fissazione delle modalità per decreto ministeriale entro 2 mesi.

Ieri sera è stato definitivamente approvato, come riferisce il portavoce M5S Manuel Tuzi, un emendamento che obbliga il MiUr prima di ogni test d'ingresso a specialità a pubblicare il numero dei contratti non sottoscritti per rinuncia o non stipulati gli importi stanziati per ogni contratto non sottoscritto vanno a finanziare nuovi contratti in aggiunta. Inoltre, in attesa della vera riforma sulla Laurea abilitante, è prorogato fino a marzo 2021 il modello precedente di abilitazione medica. Tra gli altri emendamenti, un fronte Liberi e Uguali-Forza Italia propone che per far fronte alla carenza di medici di famiglia, le Asl utilizzino, ad esaurimento, specialisti ambulatoriali. Ancora la proposta Patuanelli, in approvazione nelle scorse ore, consentirebbe fino a tutto quest'anno di accedere ai concorsi per i servizi di emergenza urgenza ai medici non specialisti che in quei servizi hanno maturato, negli ultimi 10 anni, almeno 4 anni di servizio con contratti a tempo determinato, cococo o altre forme. Dall'opposizione un emendamento di Paola Boldrini (Pd) consente di inserire nella dirigenza i medici convenzionati per l'emergenza da 5 anni senza specialità e di farli accedere ai concorsi per incarichi nei Ps, e stanzia 20 milioni nel 2019 per borse in Medicina d'Urgenza.

L'opposizione sembra guidare il gruppo sul fronte ospedalieri, dove si apre uno spiraglio dopo che la Finanziaria al comma 687 aggregando i dirigenti amministrativi a quelli sanitari aveva fatto temere il blocco della trattativa per il contratto 2016-18. Dal Ministero della Funzione Pubblica il direttore di dipartimento Valerio Talamo garantisce una soppressione della seconda parte della norma. Intanto, emendamenti di Luigi Vitali (Fi) e Paola Boldrini (Pd) dispongono l'abrogazione integrale. Sul fronte maggioranza, Barbara Guidolin (M5S) firma un emendamento per sancire l'ingresso nel personale Ssn di operatori socio-sanitari, che avranno l'Albo, assistenti sociali, sociologi ed educatori professionali. Maria Elena Cantù (Lega) indica che, entro 40 giorni dall'avvio della legge, ministeri di Salute e Funzione pubblica e Regioni dettino nuovi criteri per determinare i fabbisogni di personale, nascerebbe un comitato paritetico ad hoc ministeri-regioni; in mancanza di novità, la regione si considererebbe comunque "in standard" se spende entro il tetto 2004-1,4% oppure ove, erogati i Lea, sia in pari. Le regioni in rientro dai deficit aggiornano gli obiettivi di spesa del personale entro 90 giorni senza sforare i tetti. Pd e Leu chiedono di togliere l'indennità di esclusività ai dirigenti sanitari del ministero della Salute, e di introdurla per la Dirigenza di infermieri ed altri sanitari, con oneri valutati in 10 milioni nel 2019, e con loro anche Forza Italia chiede di istituire un ruolo dirigenziale negli Irccs tra i ricercatori "salvati" un anno fa ma con contratti a termine non più quinquennali bensì triennali. Urania Papatheu (Fi) firma la proposta di estendere ai medici Inail il trattamento dei dirigenti Ssn. Fratelli d'Italia con Isabella Rauti propone di cambiare la legge Bindi consentendo di rimanere fino a 70 anni previo consenso dell'azienda, se non crescono i dirigenti del servizio; si abolirebbe l'addio al Ssn con 40 anni di servizio effettivo.

Infine, saltando il capitolo delle farmacie dove peraltro è possibile l'approdo dei farmaci di fascia C in parafarmacia e grande distribuzione e dall'altra parte uno stop alle società di capitali (da far gestire a una maggioranza di "persone fisiche", dicono gli emendamenti M5S), i livelli di assistenza. Il M5s firma un emendamento che anche per i farmaci esteri da rendere disponibili in assenza di alternativa terapeutica dispone una negoziazione preventiva con Aifa. Per i farmaci già in elenco off-label il prezzo massimo a carico Ssn è quello già applicato per le altre indicazioni terapeutiche. L'industria deve comunicare non più 2 ma 4 mesi prima il ritiro di un prodotto dal commercio; se il ritiro avviene per inefficacia e il produttore non lo comunica all'Aifa la sanzione massima passa da 18 a 200 mila euro, stesso importo se non si comunica all'Aifa una modifica ad un medicinale o ai bugiardini. Cantù (Lega) inserisce l'offerta di prestazioni di telemedicina tra le misure anti-attese ma erogabili solo da Irccs e ospedali di 2° livello (modello Second Opinion Supporting-Teaching Hospital). Pisani (M5S) chiede nell'elenco 2A dei presìdi più tipologie di ausili per udito.

Mauro Miserendino
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