Politica e Sanità

mag152018

Def, Regioni: aggiornare Patto salute. Sindacati: tagli alla sanità pesano

«È necessario aggiornare i contenuti del vecchio patto della salute 2014-2016, le priorità sanitarie e il quadro finanziario per il futuro». È quanto ha proposto l''assessore della Lombardia e coordinatore della Commissione Affari finanziari della Conferenza delle Regioni Davide Carlo Caparini parlando a nome delle Regioni nel corso dell'audizione di fronte alle Commissioni speciali della Camera e del Senato in seduta congiunta sul Def. Secondo le Regioni bisogna «stabilizzare la crescita del Fondo sanitario nazionale in rapporto al Pil e definire un nuovo programma pluriennale di investimenti per l''edilizia sanitaria». I Lea, i livelli essenziali di assistenza del Servizio sanitario nazionale, ha aggiunto Caparini, «non sono più adeguati a quelli di un Paese civile: dal 2018 al 2019 si passa dal 6,6% a 6,4% del Pil, cioè sotto la soglia del 6,5% definita dall'Ocse come minima per garantire la tutela delle prestazioni».

Nel documento depositato dalle regioni, sono analizzati gli effetti del contenimento della spesa sanitaria: la previsione del rapporto fra spesa sanitaria e Pil presenta un profilo crescente solo a partire dal 2022 attestandosi al 7,7% nel 2060. Audizione anche per la segretaria confederale della Cgil, Gianna Fracassi, che ha sottolineato come nel Def «non si interviene direttamente sul livello del fondo di finanziamento sanitario, ma ci trasciniamo dei tagli dal passato con una riduzione da 600 milioni a partire dall'anno in corso. Questo significa che su alcuni territori abbiamo un problema di tenuta dei sistemi». Per la Cgil, tra le priorità ci sono anche il Rei, il reddito contro la povertà, «che va implementato perché non riesce a coprire tutte le esigenze» e le pensioni, tema su cui concordano anche Cisl e Uil: «occorre rivedere la riforma Fornero, puntando su due temi, la flessibilità e la pensione di garanzia per i giovani».

La sanità è tra le priorità indicate anche dalla Cisl: «Tutte le criticità che attraversano il Sistema sanitario nazionale, a partire dalla insufficienza delle risorse, dagli investimenti nelle risorse umane, fino alla costruzione di una vera governance di sistema, rimangono immutate», ha sottolineato il segretario confederale Ignazio Ganga.
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