Politica e Sanità

ott282016

Ddl responsabilità, introdotti nuovi emendamenti. Rivalsa solo per colpa grave

La polizza assicurativa conterrà dati pubblici, da spedire all'Osservatorio buone pratiche. La rivalsa della struttura vale solo per la colpa grave, non la lieve; se la struttura è pubblica il medico è deferito alla corte dei conti, in tutti gli altri casi va dal giudice ordinario. Le strutture che non si assicurano con una compagnia devono avere due fondi, non uno. Sono alcune delle novità introdotte dagli ultimi emendamenti al disegno di legge sulla responsabilità in commissione sanità del Senato. Partiamo dalla rivalsa: la struttura può esercitarla sul sanitario dopo aver risarcito ma solo in caso di dolo o colpa grave. E mentre prima poteva essere esercitata solo davanti al giudice ordinario anche se il fatto avveniva nella struttura pubblica, ora almeno per la responsabilità amministrativa l'azione sul sanitario va esercitata "dal Pubblico Ministero presso la Corte dei conti". Norma migliorativa per il medico? Forse sì. Gli esperti ravvisano nei giudizi dei magistrati contabili la tendenza a circoscrivere le entità dei risarcimenti.

Inoltre, la pena pecuniaria inflitta in questi procedimenti non si trasmette agli eredi. All'articolo 10 del ddl di cui è relatore il senatore Amedeo Bianco, già Presidente Fnomceo, si impone alle aziende Ssn e private di avere una polizza assicurativa o in alternativa una copertura diretta per responsabilità civile verso terzi e prestatori d'opera per danni cagionati dal personale, inclusi i ricercatori (chi fa sperimentazione e ricerca clinica) e gli specializzandi (chi fa attività di formazione ma anche aggiornamento), ed inclusa la responsabilità extracontrattuale (art 7 c3). La disposizione si applica pure ad intramoenia e telemedicina. Il personale delle strutture deve assicurare a suo carico solo la rivalsa a seguito di colpa grave. Le aziende sanitarie dovranno specificare sul sito internet la compagnia con cui sono assicurate per la Rc verso terzi e prestatori d'opera. Ma insieme ai professionisti sanitari dovranno comunicare i dati delle loro polizze all'Osservatorio nazionale delle buone pratiche cliniche: un decreto del Ministero dello Sviluppo fisserà i termini per l'accesso a tali dati. Lo stesso decreto, che deve uscire entro 4 mesi dall'entrata in vigore della legge, detta i requisiti minimi delle polizze e delle "auto-coperture".

In questo secondo caso, le strutture che coprono direttamente il rischio devono avere sia un Fondo rischi sia un "Fondo costituito dalla messa a riserva per competenza dei risarcimenti relativi ai sinistri denunciati". In caso di esecuzione forzata non si può attingere alle somme accantonate. All'articolo 12 si disciplina l'azione diretta del soggetto danneggiato verso l'assicurazione che copre l'azienda e/o il sanitario. È il danneggiato, non l'assicurazione, ad aver diritto d'acceso ai documenti relativi al sinistro. La struttura deve comunicare al sanitario non solo se pende un giudizio basato su sue responsabilità ma anche, novità all'articolo 13, se è aperta una procedura stragiudiziale, e deve invitarlo a partecipare. L'omissione o l'incompletezza della comunicazione impedisce la rivalsa.


Mauro Miserendino
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