Politica e Sanità

ott132017

Ddl equo compenso, lotta contro il tempo per riabilitare le tariffe professionali

«Serve una maratona entro fine legislatura». Maurizio Sacconi, presidente della commissione lavoro al senato, a un convegno di commercialisti ha rilanciato il suo disegno di legge sull'equo compenso, rivolto a tutte le professioni regolamentate e con ordine ed albo. In parallelo alla camera è in itinere un disegno di legge firmato dall'omologo di Sacconi, Cesare Damiano, che guarda alle professioni non regolamentate. Nei giorni scorsi non solo c'è stata un'accelerazione delle audizioni in commissione sulle due bozze, ma nella bozza Sacconi è stata recepita -tra gli emendamenti quello del presidente degli ordini dei farmacisti Andrea Mandelli- la necessità di estendere i parametri per l'equo compenso alle professioni non regolamentate. Insomma c'è una accelerazione, la stessa che sembrava profilarsi quest'estate quando il consiglio dei ministri stralciò le regole sul compenso degli avvocati dando il via a un ulteriore progetto di legge per tutelarli nei loro rapporti con grandi committenti (banche, assicurazioni etc). Allora il ministro della giustizia Andrea Orlando ventilò la possibilità che altre professioni fruissero dei principi contenuti nel testo, ma anziché velocizzarsi i procedimenti sul DDL del senato (S2858) e quello della camera (C4582) rallentarono. Anche l'autostrada costruita dal governo per gli avvocati si arenò in commissione giustizia alla camera con il suo numero di serie C4631.

Per il DDL Sacconi, primo in ordine di tempo, lo scorso 13 maggio avevano sfilato insieme i sindacati dei dentisti, l'Ordine dei Medici di Roma e quello degli Avvocati di Napoli, e gli ordini di Ingegneri, Architetti e Avvocati di Roma. La bozza aveva preso le mosse dalla recente sentenza 8/12/16 della Corte di Giustizia Ue (cause C-532/15 e C-538/15) che legittima l'uso di tariffe minime per i professionisti. Pur tutelando in primis la concorrenza, il Trattato Ue, per la Corte, non impedisce che leggi nazionali assoggettino gli onorari - nel caso in questione quelli dei procuratori legali spagnoli - a una tariffa fissa aumentabile o diminuibile di una certa percentuale. Musica per gli ordini che nel 2007 avevano dovuto abrogare le tariffe minime a seguito dell'approvazione della legge "Bersani". Non solo: tra 2011 e 2014 l'autority Antitrust ha intrapreso un contenzioso con la Fnomceo contro il controllo preventivo dei messaggi pubblicitari, indicando in sostanza come concetti quali "decoro" fossero pure discriminatori se volti a non abbassare la tariffa. Oggi però la relatrice del testo, senatrice Anna Maria Parente, ricorda come proprio la Cassazione con ordinanza 24492/16 (avvocati) abbia considerato il decoro della professione principio imprescindibile nel fissare compensi, almeno ove questi siano inferiori a minimi tariffari. Approvato il Jobs Act sui lavoratori autonomi, Sacconi ha chiesto in un ordine del giorno al Governo di valutare l'introduzione sia di parametri per determinare i compensi ai lavoratori indipendenti, sia di un compenso minimo per i dipendenti. All'articolo 36 della legge -ricorda Parente - si sancisce che "il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantitaÌ e qualitaÌ del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a seì e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa". Rispetto al ddl governativo, quello in senato esplicita i parametri cui legare un compenso tanto per gli avvocati quanto per gli appalti e per le professioni regolamentate. Per queste ultime, i parametri sono quelli fissati dalla legge sulla concorrenza (1/2012) che, pur mettendo nero su bianco la definitiva abrogazione delle tariffe minime, all'articolo 9 lega i compensi ai professionisti a determinazioni del Ministero vigilante. Per gli avvocati valgono i tariffari ex legge 247/12 art 13, c 6 rivisti biennalmente in decreti del Ministero della Giustizia. Infine, si parla di appalti, legati alle tabelle di cui al decreto del Ministro della giustizia 17 giugno 2016. L'obiettivo è ora completare i progetti alla camera e senato e renderli integrabili, ma ci sono solo pochi mesi prima della scadenza della legislatura.
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