Politica e Sanità

dic52018

Css, Siliquini: da noi un grande lavoro. Dispiace per modalità revoca

«Ero molto serena anche ieri quando ho appreso la notizia, spiacciono un po' le modalità della revoca ma il ministro Grillo ha fatto quanto era nelle sue facoltà, e se lo riteneva giusto ha fatto "bene". Certo, condividere prima almeno un caffè sarebbe stato carino». Roberta Siliquini presidente del Consiglio superiore di sanità uscente, commenta la revoca arrivata ieri ai membri di nomina ministeriale dell'organismo consultivo del ministero della Salute ad opera del ministro della Salute come un fulmine a ciel sereno, per lettera. Ritenendo di dover dare un segnale di discontinuità, e avendo fino al 5 dicembre per decidere (cioè sei mesi dalla fiducia del parlamento al governo) Giulia Grillo ha revocato la nomina dei componenti non di diritto dell'organismo, 30 membri su un totale di 56; sono stati sollevati i membri espressi dal precedente ministro Beatrice Lorenzin, mentre restano i componenti di diritto espressione di altri ministeri.

Peraltro, Siliquini è stata ai vertici CSS quattro anni: i primi tre hanno portato buoni risultati e l'elezione nel 2017 per "acclamazione". Dopo, da quest'estate, nemmeno un incontro con il neoministro, il che rende difficile argomentare eventuali ragioni di contrasto all'origine delle revoche, "anche dato l'alto spessore dei componenti CSS", punto su cui Siliquini insiste. E' peraltro altrettanto difficile riassumere in poche righe il lavoro svolto in questi quattro anni dal Css. «Il consiglio superiore di sanità - spiega Siliquini - dà pareri che non necessariamente il ministero della Salute rende pubblici. Al di là del piano nazionale per la prevenzione vaccinale che è una delle prime cose fatte e nulla ha a che fare con l'obbligo vaccinale implicato dal Decreto Legge dello scorso anno, abbiamo licenziato il Piano per la Genomica in Italia, poi approvato dalla Conferenza Stato-Regioni. E ancora, pareri come quello sulla pillola dei cinque giorni dopo, nonché le linee guida e raccomandazioni sugli standard per la preservazione dell'onco-fertilità: si tratta di linee guida di qualità e sicurezza per prelevare e congelare ovuli e sperma di persone che andranno a sottoporsi a chemioterapia. Prima del nostro intervento, ogni regione provvedeva con proprie regole, e senza standard qualitativi condivisi, ad amministrare banche del seme e degli ovuli. Abbiamo inoltre trasformato il trapianto di microbiota per trattamento del clostridium difficile, uno dei batteri più resistenti; da sperimentale, il protocollo è diventato quasi ordinario: prima gli interventi avvenivano in 2-3 ospedali, adesso possono essere effettuati su tutto il territorio nazionale». Anche da questi risultati, il rinnovo per acclamazione e poi, ora, la doccia fredda inattesa.

Ma il Consiglio superiore di sanità è un organismo di funzionari pubblici o un organo più politico come tale soggetto a "spoil system"?
« Il Css non è organo politico ma è fatto da tecnici, scienziati - medici e non solo - che rispondono a quesiti del ministro della Salute. Personalmente, ritengo evidente che se i ministri avessero risposte politiche ai loro quesiti non avrebbero bisogno di alcun consiglio tecnico. Il CSS offre solo pareri tecnico-scientifici e può accadere che, letti i pareri, i ministri decidano di non seguirli. La politica è diretta dall'agenda dei partiti ma noi siamo professionisti che lavorano, gratuitamente, per il paese e per inserire la scienza nelle decisioni politiche».

Quindi, quando il ministro dice che non riconfermerà i vertici Css sottende una decisione che in altri paesi non prenderebbero?
«Non lo so. L'atto compiuto rientra pienamente nei suoi poteri. Ma se, parlando di vertici, si rivolge a me, non so come possa definire i concetti di "fiducia" o "non fiducia", visto che non ho avuto il piacere di parlarle cinque minuti».

Professoressa Siliquini, possono le preoccupazioni da Lei espresse a luglio a seguito delle dichiarazioni del Ministro Grillo sull'indipendenza degli stesori del piano vaccinale, al di là delle mancate occasioni di incontro, aver marcato una distanza definitiva?
«Sarebbe preoccupante e triste se un ministro decidesse di cambiare il vertice di un organismo consultivo qualora quell'organismo, scientifico e dunque pro-scienza, non fosse ritenuto rispondere a una parte minimale del pensiero della popolazione. Spero e sono certa che non sia così».

Mauro Miserendino
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