Politica e Sanità

feb182021

Covid-19, Petrini (Siaarti): un anno in trincea. Pandemia ha dimostrato il valore della nostra professione

È passato un anno da quando il coronavirus ha travolto il nostro Paese e, prima di tutti, il comune di Codogno. A distanza di 12 mesi, nel luogo simbolo e con protagonisti di questa lotta si cerca di fare il punto della situazione. «Gli anestesisti-rianimatori hanno dimostrato di essere professionisti importanti. C'è voluto il Covid a dimostrare il nostro valore e ora vogliamo rilanciare con ottimismo quello che possiamo fare per il futuro». Ha esordito così Flavia Petrini, presidente Siaarti (Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva), nel corso della conferenza stampa organizzata da Siaarti dal titolo "Covid-19: un anno dopo cose che abbiamo fatto, cose che faremo". In occasione dell'evento, la società medica ha illustrato due progetti che stanno avviando per cercare di rispondere a quelle criticità che l'emergenza ha portato in primo piano: "Registro-cruscotto" delle terapie intensive italiane e "Giorgio's".

Il 'Registro-cruscotto' viene avviato da Siaarti per creare uno strumento unico di rendicontazione fra le Regioni e i centri ospedalieri dotati di reparti di Terapia Intensiva. Il Registro nasce per offrire: consultazione in tempo reale delle unità di terapia intensiva; monitoraggio in tempo reale dello stato di occupazione dei posti letto di Terapia Intensiva; trasparenza e aggiornamento quotidiano dei dati a cura della dirigenza medica; ottimizzazione del sistema propedeutica all'attivazione ed alla messa a regime degli investimenti strumentali e strutturali (stanziati con il Decreto Rilancio 34/20); accesso delle istituzioni ai dati raccolti. Il progetto 'Giorgio's' (Gruppo italiano organizzazione e ricerca gestione integrata operativa Siaarti) ha invece l'obiettivo di fornire una descrizione completa della struttura e delle attività di un blocco operatorio e di confrontare blocchi omogenei fra loro, evidenziandone punti di forza e debolezza, per contribuire all'efficienza del sistema e al miglioramento della sicurezza. Consentirà, se implementato su ampia scala, di capire qual è la riduzione/aumento delle attività chirurgiche nelle varie fasi di un evento come la pandemia che stiamo vivendo, ma soprattutto in tempi "normali". «Abbiamo dato il massimo in un anno davvero impegnativo e vissuto sempre in trincea - ha dichiarato Petrini -. Non possiamo che ringraziare tutti le/i colleghe/i italiani, che dal 21 febbraio 2020 fino ad oggi hanno permesso una gestione continua dell'emergenza pandemica, senza risparmiarsi, creando insieme agli altri sanitari più coinvolti quel baluardo assistenziale che ha permesso di salvare vite e di aiutare il Ssn a resistere in condizioni realmente estreme».
Sono intervenuti all'appuntamento Annalisa Malara, l'anestesista-rianimatore dell'Ospedale Maggiore, di Lodi/Codogno, Francesco Mojoli (direttore Scuola di specializzazione, Uni.Pv) e Gianluca Russo (dirigente Anestesia, Rianimazione e Terapia del dolore Ospedale Maggiore, Lodi/Codogno) gli specialisti che - il 21 febbraio 2020 - hanno diagnosticato il Coronavirus e poi trattato in terapia intensiva a Pavia e Lodi i primi pazienti, segnando formalmente l'avvio della pandemia da Sars-CoV.2 nel nostro Paese. «Riteniamo che questi due progetti siano un contributo concreto a tutto il Ssn, che in molte occasioni ha confermato il bisogno di poter disporre di quei dati necessari per una programmazione corretta delle sue attività, siano esse in emergenza che in condizioni abituali», ha concluso la presidente Siaarti.
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