Politica e Sanità

lug22021

Covid-19, Palù (Aifa): origine naturale o incidente in laboratorio. Ipotesi aperte al 50%

tags: AIFA

E' più che mai urgente arrivare a determinare l'origine del Sars-CoV-2, per conoscere la vulnerabilità del sistema ma anche per mettere in atto azioni per prevenire il rischio di future pandemie. Occorre però "trasparenza e collaborazione" da parte della Cina perché questo virus che ha determinato nel mondo la pandemia da Covid-19 presenta "peculiarità". E la Politica gioca un "ruolo importante" per spingere la Cina a questa collaborazione. A fare il punto è il presidente dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Giorgio Palù, nell' audizione informale alle Commissioni riunite Esteri e Affari sociali nell'ambito dell'esame della proposta di 'Istituzione di una Commissione d'inchiesta sulle cause dello scoppio della pandemia di Sars-CoV-2 e sulla congruità delle misure adottate dagli Stati e dall'Oms per evitarne la propagazione nel mondo'.

Commissione di inchiesta, perciò, ma "sarebbe opportuno che l'Europa, nel suo ambito fosse univoca e che ci sia una unità concorde politica nel fare questa richiesta come mi pare adesso ci si stia indirizzando", sottolineando la necessità di una "investigazione a tutto campo". "Interrogarsi sulle origini di questa Pandemia - afferma dinanzi ai parlamentari italiani - è un compito non solo degli scienziati che fanno il loro meglio, ma soprattutto della politica" e "far luce su questo è un atto dovuto", ma serve la "collaborazione della Cina" che va "responsabilizzata" attraverso la Politica, e la collaborazione tra Paesi.
Perché questo virus presenta peculiarità "pur essendo al 98% identico al virus del pipistrello a ferro di cavallo, Rhinolophus sinicus". Almeno 4-5 le 'stranezze'. Il Sars-CoV-2 riconosce 10 volte di più recettori umani rispetto agli altri coronavirus; mancanza di un ospite intermedio ("solitamente questi virus non passano direttamente all'uomo"); alcune "sequenze strane, uniche" non oggetto di ricombinazione, che potrebbero essere state acquisite dal virus mediante replicazione in coltura umana; se il pipistrello è stato
l'ospite naturale di questo coronavirus non riesce più a tornarvi ("se si è evoluto dal pipistrello, lo ha fatto in maniera che non conosciamo e quindi non è più in grado di ritornare nel suo ospite"). Inoltre "intorno alla caverna dove è stato per la prima volta identificato questo virus la gente non ha anticorpi quindi perlomeno lì non si è diffuso" e, infine, la mancanza di dati. "Sappiamo che questi virus sono stati coltivati per anni a Wuhan. Non abbiamo contezza di dati dai cinesi perché dal 2019 i registri che sono tenuti in tutti i laboratori ad alta protezione non si sono pi rinvenuti", ricorda Palù citando risultati degli ultimi report diffusi. Quindi, dice, se non abbiamo "collaborazione e trasparenza" da parte della Cina le due ipotesi che il virus sia di origine naturale o che, possibilità che non si può escludere, sia frutto di incidente in laboratorio, "restano aperte", al 50%.
Necessario, secondo Palù, organizzare un sistema di "registri, revisioni e ispezioni mensili" quando si fanno esperimenti pericolosi o con virus pericolosi o con potenziale pandemico e, da parte della scienza, ispezione di tutti i database. "Oggi - afferma - abbiamo mezzi potentissimi per modificare un virus. Abbiamo forbici molecolari che ci permettono di inserire sequenze dove vogliamo senza che si possa risalire al metodo utilizzato o all'intervento, però basta anche coltivare i virus, e un incidente può avvenire", come "negli
stessi Stati Uniti, in Cina con il virus del 2002, con la brucellosi". "La cosa importante è che si sappia".
Infine, conclude Palù, tre le lezioni da questa pandemia: investire in medicina territoriale; investire in studi di virologia evoluzionistica per capire i virus con potenzale pandemico; imparare a comunicare la scienza.


Non sei ancora iscritto?     REGISTRATI!   >>


chiudi