Politica e Sanità

ott282021

Covid-19, Oms: crescita dei casi. Numeri alti in Europa

Lieve crescita dei casi e dei morti di Covid-19 nel mondo, ma con numeri particolarmente alti in Europa. È la fotografia scattata dall'ultimo report settimanale dell'Organizzazione mondiale della sanità, relativo al periodo 18-24 ottobre.

A livello internazionale, rispetto ai 7 giorni della rilevazione precedente, "i contagi sono cresciuti del 4% a poco più di 2,9 milioni. La Regione Europea ha rappresentato più della metà (57%) dei nuovi casi settimanali globali ed è stata l'unica a riportare un aumento", si legge nel report. "Altre regioni hanno registrato un calo, il più marcato nella Regione Africana (-21%), seguita dalla Regione Pacifico occidentale (-17%). Anche il numero di nuovi decessi è cresciuto leggermente, del 5% - prosegue l'Oms - con oltre 49mila morti segnalate" nell'ultima settimana. "Aumenti sono stati segnalati nelle regioni Europea (+14%) e Sud-Est asiatico (+13%), mentre le riduzioni maggiori nelle regioni Pacifico occidentale (-16%), Mediterraneo orientale (-13%) e Africa (11%)". Al 24 ottobre, da inizio pandemia sono stati riportati nel mondo "oltre 243 milioni di casi confermati e oltre 4,9 milioni di decessi". Nell'ultima settimana monitorata dall'Oms, a riportare i tassi di incidenza settimanale più elevati per 100mila abitanti sono state la Regione Europea (179,1 nuovi casi per 100mila abitanti) e le Americhe (72,9/100mila). Le stesse due regioni hanno fatto registrare la più alta incidenza settimanale di decessi (2,3 e 1,8 per 100mila abitanti, rispettivamente). I numeri più alti di nuovi casi sono stati segnalati da Stati Uniti (512.956 nuovi casi, -12%), Regno Unito (330.465, +16%), Federazione Russa (248.956, +15%), Turchia (196.850 nuovi casi, -8%) e Ucraina (134.235, +43%).
Il report Oms si sofferma anche sulla variante Delta sottolineando come "da luglio 2021 è stato osservato un aumento delle segnalazioni e al 25 ottobre oltre 26mila sequenze sono state caricate da 42 Paesi nella banca dati Gisaid". Lo riferisce l'Organizzazione mondiale della sanità, che nell'ultimo report settimanale sull'andamento di Covid-19 dedica un capitolo al nuovo sottomutante Delta. Se costituisce meno un rischio in termini di maggiore contagiosità o maggiore capacità di sfuggire all'immunità va ancora chiarito, precisa l'Oms. Gli studi sono in corso. "La maggioranza delle sequenze (il 93%) - si legge nel rapporto - è stata segnalata dal Regno Unito" dove, proporzionalmente sul totale delle sottovarianti Delta, si è registrato "un graduale aumento del contributo di AY.4.2" che rappresenta "circa il 5,9% dei casi complessivi di Delta" riportati nella settimana dal 3 al 10 ottobre.

La nuova variante Delta presenta "3 mutazioni aggiuntive - spiega l'Oms - fra cui 2 (A222V and Y145H) nella proteina Spike" attraverso cui Sars-CoV-2 'aggancia' le cellule bersaglio. "Sono in corso studi epidemiologici e di laboratorio per valutare se" la tipologia "AY.4.2 conferisca" alla variante Delta (che è classificata come Voc, o variante di preoccupazione) "ulteriori impatti fenotipici. Ad esempio, un cambiamento nella trasmissibilità o una diminuzione della capacità degli anticorpi di bloccare il virus".
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