Politica e Sanità

mag122021

Covid-19, nuovo calcolo del Rt e ipotesi coprifuoco dalle 23. Ecco come cambia il modello di valutazione del rischio

Con la curva dei contagi e delle vittime che continua la lenta discesa, il progressivo svuotamento delle terapie intensive e la campagna di vaccinazione che ormai procede senza particolari intoppi, la linea del Governo resta quella di procedere con le riaperture. E con il cambiamento dello scenario, il modello di valutazione del rischio si avvia ad essere modificato. Il portavoce del Cts, Silvio Brusaferro, sta lavorando, infatti, alla revisione dei parametri assieme ai tecnici delle Regioni, che temono nuove chiusure per colpa di un alto indice Rt.

La soluzione che si sta delineando è dare un ruolo più importante all'incidenza e all'Rt ospedaliero, che non farebbe scattare con facilità la fascia arancione per chi è in bilico. L'idea è quella di far pesare meno l'indice di trasmissibilità (Rt), dando invece più peso agli indici di pressione ospedaliera, in particolare sulle terapie intensive, e al tasso di vaccinazione delle persone a maggior rischio e ai fragili. Tra gli interventi che andranno a modificare il decreto potrebbero esserci: il coprifuoco alle 23, il settore del wedding che ripartirà a metà giugno mentre i centri commerciali potranno tornare ad accogliere clienti anche nei fine settimana (forse) già dal 22 maggio. Tutto ciò, mantenendo sempre quel principio di gradualità e prudenza più volte ribadito dal presidente del Consiglio Mario Draghi, per fare in modo che non si debba tornare indietro. Anche perché', è il ragionamento che viene fatto, i numeri 'veri', quelli in cui ci sarà la fotografia di quanto avvenuto a partire dalle riaperture del 26 aprile, si cominceranno a vedere solo con il monitoraggio di venerdì prossimo. Ed è questo il motivo principale per il quale non ci sarà l'eliminazione delle misure, a partire dal coprifuoco, come vorrebbero parte del centrodestra, Iv e buona parte delle Regioni.
Il centrodestra è in pressing per anticipare già a lunedì prossimo l'apertura dei ristoranti al chiuso e delle palestre (prevista invece per il 1 giugno), dei centri commerciali nei fine settimana - domani i 1.300 punti vendita sparsi in Italia abbasseranno le saracinesche per protestare proprio contro la prolungata chiusura - mentre per i parchi tematici si punta al primo giugno (ora fissata al primo luglio) ma difficilmente le richieste verranno accolte. È molto probabile invece che ci sia un ragionamento sulla richiesta che arriva dalle Regioni di rivedere l'Rt: con il sistema in vigore, se si va sopra l'1 si passa automaticamente in arancione e con 1,25 in rosso. I dati attuali dicono che a rischiare il passaggio in arancione sono almeno in 3: Lombardia, Veneto e Campania.

Il gruppo di lavoro per l'individuazione di nuovi parametri, promosso dal ministero della Salute, di cui fanno parte anche le Regioni, l'Iss e il Comitato scientifico, sta finalizzando proprio in questi giorni le sue valutazioni. Dal canto suo il sottosegretario alla Salute Andrea Costa ha affermato che sarebbe «ragionevole e decisivo valutare l'utilizzo di nuovi parametri rispetto all'Rt per determinare fasce di colore e nuove aperture». Intanto, i dati dell'ultimo monitoraggio parlano chiaro: ad un leggero aumento dell'indice di trasmissibilità Rt, che si colloca a 0,89 ma sempre sotto la soglia di allerta dell'unità, non è corrisposta una ripartenza dell'epidemia e la curva dei casi è per la prima volta in decrescita su tutto il territorio nazionale. Finora il criterio adottato dall'Iss per calcolare Rt (il valore indica il numero di persone che possono essere contagiate da un individuo infetto) si è basato sul conteggio dei casi positivi sintomatici confrontandoli con quelli della settimana precedente. Per garantire una maggiore accuratezza, il confronto è stato fatto fra i dati della penultima settimana con quelli della terz'ultima settimana. Di qui il problema del ritardo. In realtà esistono più modi per calcolare l'indice di contagio Rt (dal numero dei casi positivi sintomatici, al rapporto fra casi e tamponi, fino agli ingressi nelle terapie intensive) e ora la sfida è scegliere il più efficace nel seguire il corso dell'epidemia nei prossimi mesi. Per risolvere il problema sono stati messi a punto modelli alternativi.
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