Politica e Sanità

nov252021

Covid-19, la pandemia riparte da Nordest. Gimbe: richiami in netto ritardo 600mila dosi di vaccini per la sicurezza

Accelerare con le terze dosi e coprire chi ancora non si è vaccinato: è l'esortazione che lancia la Fondazione Gimbe dopo la rilevazione sull'incidenza del virus pandemico relativa alla terza settimana di novembre. Il Covid-19 torna a picchiare, e nelle regioni del Centro Nord si trova a metà strada tra i livelli di un mese fa e quelli dei paesi centro-europei falcidiati. Sono oltre 150 i nuovi casi ogni 100 mila abitanti in 18 province fra Triveneto, Val d'Aosta, Nord Adriatico fino alle Marche (nei dati regionali manca la Basilicata). «Quando l'incidenza supera i 150 casi per 100 mila abitanti -ricorda il Presidente della Fondazione Nino Cartabellotta- gli amministratori locali devono verificare tempestivamente l'esistenza di focolai e decidere eventuali restrizioni mirate per arginare la diffusione del contagio, come già fatto in Provincia di Bolzano». Nella settimana 13-20 novembre le rilevazioni indicano un peggioramento generale dei parametri di contagio e malattia in Italia. I nuovi casi sono aumentati del 27% (154 mila contro 123 mila, 31 mila in più), sono cresciuti del 15,8% i ricoveri (627 in più) e del 16,4% i passaggi in terapia intensiva (79 in più), aumentati dell'8,7% i decessi. Il tasso di occupazione dei letti dei reparti infettivi è all'8%, al 6% quello delle terapie intensive, ma in Friuli VG e a Bolzano si veleggia sulla soglia critica del 15% ed oltre. Il problema sono i non vaccinati ma anche la riduzione dell'efficacia vaccinale dopo 6 mesi dal completamento del ciclo, che conferma la necessità della dose di richiamo. Gli ultimi dati dell'Istituto superiore di sanità, ripresi da Gimbe, evidenziano che l'efficacia sulla diagnosi scende in media dal 74,6% dei vaccinati entro 6 mesi al 46,8% dei vaccinati da più di 6 mesi. Invece l'efficacia sulla malattia severa scende in media dal 91,8% dei vaccinati entro 6 mesi all'82,1% dei vaccinati da più di 6 mesi.
Entro l'anno dovrebbero arrivare 7 milioni di dosi di vaccini a mRNA, 4 di Pfizer e 3 di Moderna. Intanto, le somministrazioni si mantengono: sono 127 mila le prime dosi, come una settimana fa, dunque non c'è un calo al di là dell'aumento prevedibile a seguito del decreto legge "Super green pass" che comporta l'obbligo di immunizzazione per l'ingresso a bar, ristoranti, luoghi ricreativi. Le terze dosi somministrate crescono e dall'inizio sono arrivate a 4,6 milioni di cui 763 mila aggiuntive (tasso di copertura dell'85% ma in Val d'Aosta si scende al 6,7%) e 3,9 milioni di dosi booster. La copertura media è del 29% nel paese ma si registrano cali fino al 15% in Sicilia e punte fino al 46,8% nel piccolo Molise. La copertura degli over 80 ha raggiunto il 44,5%, ma scende al 13,5% tra i 70-79 enni ed al 10,1% tra i 60-69enni. In tutto sono state somministrate 4,6 milioni di terze dosi. La Fondazione GIMBE stima che, secondo le indicazioni ministeriali, le persone che possono ricevere entro la fine del 2021 la dose booster sono in totale 27,3 milioni: 15,19 milioni di over 60 che hanno ricevuto la seconda dose entro il 3 agosto; 822 mila under 60 che hanno ricevuto il vaccino Johnson&Johnson entro il 3 agosto; 11,28 milioni di persone fra 40 e 59 anni che hanno completato il ciclo con Pfizer, Moderna o AstraZeneca entro il 3 agosto. Per indisponibilità di alcuni dati, i numeri potrebbero essere da un lato sottostimati (non è incluso il personale sanitario e gli ospiti di RSA under 60), dall'altro sovrastimati (sono incluse le persone guarite da meno di 6 mesi e i deceduti appartenenti alle categorie sopra menzionate). Considerati i 4,6 milioni di dosi somministrate, mancherebbero perciò 22,62 milioni di terze dosi. «Preoccupano 2,1 milioni di over 80, 4,4 milioni di 70-79enni, 5,1 milioni di 60-69enni e i 6,2 milioni di 50-59enni che, visti i dati sull'efficacia vaccinale a 6 mesi e a fronte delle imminenti festività natalizie, risultano ancora scoperti dalla dose booster», afferma Cartabellotta. E aggiunge: «E' necessario sia raggiungere il maggior numero possibile di persone non ancora vaccinate, sia accelerare con la somministrazione delle terze dosi, in particolare negli over 60 e nei fragili. L'allentamento delle restrizioni deve essere graduale, la loro re-introduzione deve essere tempestiva, per neutralizzare il vantaggio temporale, di almeno 15 giorni, di cui gode il virus. Ed è opportuno che le misure entrino in vigore in tutte le Regioni perché le soglie di occupazione in area medica e in terapia intensiva per arrivare in zona arancione, o addirittura rossa, sono talmente elevate che rischiano di paralizzare l'assistenza ospedaliera per i malati non COVID e di aumentare la mortalità per quelli Covid».
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