Politica e Sanità

giu282021

Covid-19, Italia in zona bianca ma variante Delta fa preoccupare. Speranza: Continuare a essere prudenti

Cancellato il coprifuoco e l'obbligo della mascherina all'aperto. L'Italia inizia una nuova fase nella battaglia contro il Covid con tutte le Regioni in zona bianca e un ritorno alla normalità. «Oggi è un giorno bello perché tutto il nostro Paese da oggi è in area bianca e possiamo permetterci qualche libertà in più, ma dobbiamo continuare sulla strada della prudenza e della cautela perché la battaglia non è ancora vinta, il virus circola ancora in maniera significativa, siamo molto attenti con le varianti e a quello che sta accadendo in altri paesi in Europa e nel mondo, quindi è giusto continuare con questo percorso di gradualità facendo un passo alla volta ma con grandissima attenzione», ha spiegato il ministro della salute Roberto Speranza a Prato a margine di una visita all'ospedale di Santo Stefano dove in precedenza è stato anche all'hub vaccinazioni presso Creaf.

A frenare gli entusiasmi c'è la variante Delta, individuata per la prima volta in India, continua la sua corsa nel mondo e costringe molti angoli del pianeta a ripiombare nei lockdown, facendo segnare nuovi preoccupanti bilanci di morti e contagi. Come nel caso della Russia dove Mosca registra il maggior numero di decessi dall'inizio della pandemia. E con una contagiosità doppia, secondo gli esperti, rispetto al tradizionale Covid-19, la variante sta innescando pericolosissimi focolai. Ultimo, in ordine di tempo, quello scoppiato a Maiorca dove oltre 700 studenti sono rimasti contagiati durante una gita e 3 mila sono stati costretti alla quarantena. Una fiammata che preoccupa anche i Paesi con le campagne vaccinali più virtuose: Israele è stato costretto a reimporre le mascherine all'aperto e la Gran Bretagna, con balzi di contagi di giorno in giorno, ha visto i contagi nelle scuole aumentare del 70% in una sola settimana costringendo 16mila alunni a casa. Nel Regno Unito la Camera dei Comuni si riunirà per un aggiornamento sulla revoca delle restrizioni anti-Covid e si teme che l'atteso anticipo delle misure possa essere rinviato. Diversi Paesi del sudest asiatico, a cominciare dall'Australia, hanno invece reintrodotto lockdown per frenare le minacce della nuova mutazione.
Contro la variante Delta i vaccini al momento non possono bastare da soli, meglio continuare a mantenere le cautele per evitare una nuova ondata pandemica, spiega Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute per l'emergenza coronavirus e docente di Igiene all'università Cattolica di Roma. Nella difficoltà di raggiungere l'immunità di gregge, con una copertura vaccinale fra il 90 e il 95%, Ricciardi invita quindi ad adottare tutte le cautele comportamentali: distanza di sicurezza e mascherina quando non è possibile rispettarla all'aperto, lavaggio e disinfezione delle mani. Ricciardi conferma che la variante delta diventerà dominante e per questo aggiunge altre raccomandazioni per evitare una nuova impennata dei casi: «Va evitato l'affollamento dei mezzi pubblici» ma anche nelle scuole.

«La situazione è molto favorevole sul piano epidemiologico. I numeri continuano a scendere, siamo in piena fase discendente dell'epidemia. L'elemento di disturbo in questa fase di quiete è rappresentato dalla variante Delta», sulla quale «non dobbiamo fare allarmismo, ma definire gli elementi di preoccupazione. È una variante più contagiosa e caratterizzata da una minore risposta vaccinale con una sola dose. Tracciamento e sequenziamento devono aumentare». Lo ha spiegato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, intervenuto ai microfoni della trasmissione 'L'Italia s'è desta' su Radio Cusano Campus. «La terza cosa è un adeguato screening dei viaggiatori alle frontiere e l'accelerazione della copertura con le seconde dosi, soprattutto per gli over 60. La palla adesso passa ai servizi sanitari che purtroppo non sono stati adeguatamente potenziati. Mi dispiace constatare - ha rimarcato Cartabellotta - che si torna sempre sulle tesse criticità, cioè l'incapacità, ogni volta che il virus abbassa la testa, di dare risposte adeguate. La prevenzione è un po' l'anello debole del nostro sistema». «Siamo al 30% della popolazione che ha effettuato il ciclo completo di vaccinazione. I dati interessanti sono due». Uno è quello dei «2,8 milioni di over 60 non ancora vaccinati né prenotati», sui quali «bisogna intervenire con le strategie di chiamata attiva. Altro dato interessante è che i giovani vengono coinvolti, ma al momento la priorità è completare il ciclo vaccinale negli over 60 che hanno fatto solo la prima dose. Allungare la seconda dose a 42 giorni ora non è più una buona idea, bisogna tornare indietro e alcune regioni lo stanno già facendo».
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