Politica e Sanità

set12021

Covid-19, in Ue il 70% degli adulti è vaccinato con doppia dose. Von der Leyen: traguardo cruciale

Il 70% degli adulti nell'Ue è completamente vaccinato. Lo fa sapere la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen. «Voglio ringraziare le tante persone che hanno reso possibile questo grande traguardo. Ma dobbiamo vaccinare più europei. E dobbiamo aiutare anche il resto del mondo a vaccinare. Continueremo a supportare i nostri partner», scrive la leader Ue in un tweet. «Oggi l'Ue ha raggiunto un traguardo cruciale con il 70% della popolazione adulta completamente vaccinato. In totale, oltre 256 milioni di adulti nell'Ue hanno ricevuto un ciclo completo di vaccinazione», spiega la Commissione in una nota.

Un traguardo importante, non solo dal punto di vista simbolico per Bruxelles, considerato il contesto mondiale dominato dalle nuove varianti come la C.1.2, rilevata per la prima volta lo scorso maggio in tutte le province sudafricane, e dopo l'allarme dell'Oms sul rallentamento del ritmo delle immunizzazioni nel vecchio Continente. Tuttavia, la Von del Leyen chiarisce: «La pandemia non è finita. Occorre fare di più. Invito tutti coloro che possono a vaccinarsi». Ha esortato la politica tedesca, precisando che va aiutato anche il «resto del mondo» a vaccinarsi, e che l'Europa continuerà a «sostenere i propri partner in questo sforzo, in particolare i Paesi a basso e medio reddito». Sul tasso di vaccinazione restano ancora alti i divari all'interno della stessa Unione. In cima ai Paesi che hanno completato il ciclo di vaccinazione rispetto alla popolazione totale, come evidenzia l'Agenas (Agenzia per i servizi sanitari regionali), c'è Malta (con 79,84 somministrazioni di seconda dose per 100 abitanti), seguita da Portogallo (72,67) e Danimarca (71,40), mentre l'Italia è all'ottavo posto (61,18). Agli ultimi due posti ci sono Romania (26,67) e Bulgaria (16,72). «I nostri sforzi per aumentare ulteriormente le vaccinazioni in tutta l'Ue proseguiranno senza sosta", ha precisato la commissaria europea alla Salute Stella Kyriakides, annunciando che si continuerà a "sostenere in particolare gli Stati membri che incontrano ancora problemi. Dobbiamo colmare il divario di immunità e chiudere la porta alle nuove varianti».

In Italia, intanto, la curva dell'epidemia di Covid-19 comincia a dare i primi segnali di una risalita, con l'incidenza in aumento in otto regioni e in Calabria si registrano numeri che annunciano l'ingresso nella zona gialla. L'incremento dei decessi è stato di 75 in 24 ore, mentre la campagna di vaccinazione procede e, secondo i dati elaborati da Agenas, l'Italia si sta avvicinando al traguardo del 70% della popolazione che ha ricevuto due dosi del vaccino anti Covid-19. I dati del ministero della Salute indicano che i nuovi casi positivi sono stati 5.498 in 24 ore, contro i 4.257 del giorno precedente, individuati con 307.643 test fra molecolari e antigenici rapidi: quasi il triplo rispetto ai 109.803 di 24 ore prima. Di conseguenza nell'arco di 34 ore il tasso di positività risulta ridotto dal 3,88% all'1,8%, ma risulta essere del 4,4% facendo il rapporto fra il totale dei casi e i soli test molecolari. I decessi sono stati 75 in un giorno, contro i 53 di 24 ore prima. Ormai è molto chiaro come l'andamento dell'epidemia e soprattutto quello dei decessi siano legati a doppio filo con le vaccinazioni e il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri (M5s) ha rilevato che «in autunno è verosimile una recrudescenza, prevalentemente tra non vaccinati, e se resteranno questi i numeri è possibile che dovremo vedere nei prossimi mesi ancora la morte di altre migliaia di persone, forse anche 30.000, considerando i non vaccinati sopra i 50 anni».
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