Politica e Sanità

mar42022

Covid, in Italia calo incidenza casi. Raccomandazioni Ministero per tamponi e vaccinazioni a profughi

Mentre continua la discesa dell'incidenza settimanale dei casi di Covid-19 in Italia: 433 ogni 100.000 abitanti contro 552 ogni 100.000 abitanti della scorsa settimana, il ministero della Salute dirama una circolare alle Asl con le indicazioni da adottare per i rifugiati dall'Ucraina in arrivo in Italia. Si raccomanda di «allertare le aziende sanitarie locali ai fini della individuazione e della predisposizione di risorse necessarie all'esecuzione di test diagnostici - tamponi oro/rinofaringei antigenici e molecolari - per infezione da Sars-CoV-2 ed alla somministrazione di vaccini anti Covid-19 ed altre vaccinazioni di routine per tale popolazione a rischio. Le Asl dovranno inoltre assicurare le necessarie attività di sorveglianza, prevenzione e profilassi vaccinale anche in relazione alle altre malattie infettive. Si richiama l'attenzione in particolare alla precoce identificazione delle persone con esigenze particolari e specifiche vulnerabilità, si pensa ad esempio ai minori stranieri non accompagnati, alle donne in stato di gravidanza, ai nuclei familiari monoparentali». La copertura vaccinale per il Covid-19 in Ucraina si aggira intorno al 35% della popolazione, rappresentando una fra le più basse in Europa. I vaccini autorizzati in Ucraina corrispondono, per la maggior parte, a quelli autorizzati dall'Ema o equivalenti (Comirnaty, Covid-19 Vaccine Janssen, Covishield, Spikevax, Vaxzevria), a cui si aggiunge il vaccino Coronavac (Sinovac).

Nell'ambito della presa in carico sanitaria, si raccomanda di "offrire la vaccinazione anti Sars-CoV-2/Covid-19, in accordo con le indicazioni del Piano nazionale di vaccinazione anti Sars-CoV-2, a tutti soggetti a partire dai 5 anni di età che dichiarano di non essere vaccinati o non sono in possesso di documentazione attestante la vaccinazione, comprensiva della dose di richiamo (booster) per i soggetti a partire dai 12 anni di età». «Per i cittadini che provengono dall'Ucraina, indipendentemente dalla cittadinanza, privi di digital Passenger Locator Form o di certificazione verde Covid-19 ai sensi dell'ordinanza del ministro della Salute del 22 febbraio 2022, le Asl territorialmente competenti provvederanno all'esecuzione dei test diagnostici nelle 48 ore dall'ingresso, laddove non avvenuta al momento dell'entrata nei confini nazionali. Tutti coloro che verranno individuati come casi o contatti di caso andranno gestiti secondo la normativa vigente adottando le misure di profilassi e tracciamento più idonee". Per le vaccinazioni di routine, ricordano le Dg Prevenzione e Programmazione, "il calendario vaccinale ucraino prevede le seguenti vaccinazioni: epatite B; Tbc; difterite, tetano, pertosse; polio; Haemophilus influenzae B; morbillo, parotite, rosolia". Il ministero detta quindi le raccomandazioni per i minori fino al compimento dei 18 anni di età. "Soggetto mai vaccinato, con documentazione insufficiente e stato vaccinale incerto: è raccomandata l'offerta delle vaccinazioni previste, in rapporto all'età, secondo il calendario del Piano nazionale di prevenzione vaccinale; soggetto regolarmente vaccinato nel Paese di origine e con stato vaccinale adeguatamente documentato: è raccomandata l'offerta delle vaccinazioni previste, in rapporto all'età, secondo il calendario del Piano nazionale di prevenzione vaccinale, per l'eventuale completamento del ciclo vaccinale primario o i successivi richiami». Quanto agli over 18, «per i soggetti adulti non vaccinati o con stato vaccinale incerto si raccomanda di offrire le seguenti vaccinazioni: difterite, tetano, pertosse; polio; morbillo, parotite, rosolia (eccetto donne in gravidanza); varicella (valutare); epatite B in caso di screening negativo (valutare)".

Secondo il monitoraggio settimanale ministero della Salute-Istituto superiore di sanità, in Italia migliorano tutti i parametri legati al Covid. La percentuale dei casi rilevati attraverso l'attività di tracciamento dei contatti è in leggera diminuzione (16% contro il 18% della scorsa settimana). È in aumento la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (35% contro il 33%), come anche quella dei casi diagnosticati attraverso attività di screening (49% contro il 48%). Il tasso di occupazione per pazienti Covid nei reparti di aree mediche a livello nazionale è al 14,7% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 3 marzo) rispetto al 18,5% (rilevazione Ministero della Salute al 24 febbraio) della settimana precedente. Il tasso di occupazione dei reparti dell'area medica scende dunque sotto la soglia di allerta del 15% per la prima volta dallo scorso 23 dicembre, quando era stato pari al 13,9%. Il tasso di occupazione in terapia intensiva è invece al 6,6% (rilevazione giornaliera Ministero Salute al 3 marzo) rispetto all'8,4% (rilevazione Ministero al 24 febbraio) della settimana precedente. Tutte le Regioni e Province autonome sono classificate a rischio basso secondo il DM del 30 aprile 2020. Dal monitoraggio, inoltre, viene fuori che sono 8 le Regioni/Province autonome che riportano almeno una singola allerta di resilienza. Nessuna Regione/PA riporta molteplici allerte di resilienza.
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