Politica e Sanità

dic102021

Covid-19, Grimaldi (Ame): diminuite del 50% visite endocrinologiche in pandemia. Serve cambio di passo

Tiroide, endocrinopatie, diabete, infertilità e obesità. Sono stati questi i temi principali trattati nel corso del ventesimo congresso nazionale dell'Associazione medici endocrinologi (Ame) che si è tenuto a Trieste dall'11 al 14 novembre. Ma a preoccupare è soprattutto il fatto che le malattie endocrine sono tra le 'patologie dimenticate' a causa della pandemia. Secondo l'Ame, dall'inizio del primo lockdown ad oggi, si sono ridotte di almeno il 50% le visite endocrinologiche, con punte fino al 70% in determinate regioni.

"Questi due anni di Covid, in cui abbiamo comunque continuato ad aggiornarci a livello professionale - ha spiegato a Doctor33, Franco Grimaldi, presidente Ame, già direttore SOC Endocrinologia, Malattie del Metabolismo e Nutrizione Clinica dell'Ospedale di Udine e Professore di Endocrinologia Università degli Studi di Udine - hanno fatto emergere quanto le patologie endocrine siano delle patologie dimenticate, visto che dal marzo 2020 c'è stato un abbassamento del 50% delle visite endocrinologiche e quindi diabetologiche e questo è un dato preoccupante che riguarda anche altri ambiti, come quello delle visite cardiologiche". In parte, secondo il prof Grimaldi, si è sopperito alla sospensione e ai ritardi con l'utilizzo della telemedicina. "Una novità che ha condotto a risultati interessanti, dal semplice scambio di email alle visite a distanza effettuate con il computer". Ad essa è stata dedicata un'intera sessione del Congresso, con la presentazione dei risultati della survey AME. È evidente che il ruolo dell'endocrinologo deve diventare centrale per la ripartenza post pandemia che guarda al prossimo futuro in salute.
"Dobbiamo pensare - conclude Grimaldi - che un corretto trattamento della patologia endocrina permette un miglior trattamento anche del Covid, basti pensare ai diabetici e agli obesi (questi in Italia sono al 30%) che, in caso di Covid, necessitano di trattamenti specifici. La collaborazione fra professionisti ha un ruolo chiave, ma credo anche che sia importante l'empatia da parte dei medici. È evidente quindi che le risposte a questo momento storico debbano arrivare a livello sistemico".
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