Politica e Sanità

apr62021

Covid-19, Europa ancora in difficoltà. La Gran Bretagna si prepara alla riapertura

Covid-19, Europa ancora in difficoltà. La Gran Bretagna si prepara alla riapertura

Mentre gran parte dell'Europa arranca, fra ritardi delle consegne delle dosi vaccinali e curva dei contagi con variazioni minime ma di fatto ancora non domata, la Gran Bretagna sembra stia per uscire dall'incubo coronavirus. Con record di crolli dei decessi e di nuovi contagi e una campagna vaccinale aggressiva, il Regno Unito il 12 aprile si prepara ad una riapertura parziale. Potranno adesso riaprire negozi, parrucchieri e anche i pub per il servizio all'aperto: «Ci andrò pure io lunedì ad alzare un bicchiere», dichiara il primo ministro britannico Boris Johnson. L'Italia, invece, all'indomani delle feste pasquali si presenta ancora con undici regioni in arancione, nove in rosso e ancora molti ritardi nelle somministrazioni dei vaccini. Nel weekend festivo si sarebbe dovuto raggiungere l'obiettivo delle 300 mila dosi giornaliere, ma al momento il quadro è molto diverso. Addirittura l'Umbria e la Sardegna hanno comunicato di aver vaccinato rispettivamente appena 14 e 39 persone a Pasqua. Su fronte delle riapertura, Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, ai microfoni di Radio Cusano Campus, ha dichiarato: «Non stiamo vedendo una discesa importante di tutte le curve, soprattutto quelle ospedaliere. Siamo sul filo della lama del rasoio e ci possiamo permettere solo piccoli movimenti, come la riapertura delle scuole, ma senza zona gialla fino a fine aprile».

Ad essere ottimista è il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri, che però, cautamente, rimanda per il momento tutto al prossimo mese: «A maggio molte regioni saranno gialle e qualcuna sarà bianca», dice. Ma «dalla metà di aprile dovremmo vedere un progressivo calo dei ricoveri». E' stata prorogata invece al 30 aprile la stretta sui viaggi all'estero: chi rientra in Italia dovrà continuare obbligatoriamente a sottoporsi al tampone, sottoporsi alla sorveglianza sanitaria e ad isolamento fiduciario per cinque giorni e al termine dell'isolamento effettuare un altro test. In Europa sarà comunque possibile viaggiare senza motivazioni specifiche così come - dal 7 aprile - anche in Austria, Israele, il Regno Unito e l'Irlanda del Nord. Intanto, la Federazione Italiana Medici Di Famiglia del Lazio lamenta le richieste di maggior disponibilità dei medici di famiglia nella campagna vaccinale contro il Coronavirus. Sostengono che il problema non sono i vaccinatori che, nella sola regione Lazio, già a dicembre 2020 a rendersi disponibili a vaccinare era 1700 medici di famiglia, piuttosto le dosi disponibili. «Siamo ad aprile, abbiamo vaccinato con questo sistema centralizzato il 20% della popolazione italiana, immunizzate la metà. Se continuiamo così finiremo molto dopo l'estate, quando bisognerà, ripetere le dosi fatte nei primi mesi. Dateci i vaccini - dichiarano - e chiudiamo la campagna, presto e bene».

La Francia, ripiombata nel lockdown, per far fronte alla carenza dei vaccini, ha deciso di mettere in campo una produzione nazionale: alcune sue fabbriche sforneranno, in subappalto, 250 milioni di fiale per tutto il vecchio continente entro il 2021. L'obiettivo di questa produzione nazionale è quella che il presidente Emmanuel Macron ha definito "una questione di indipendenza". Le prime file dei sieri 'Made in France' saranno quelle della Delpharm, che ha firmato da tempo un contratto con Pfizer e BioNTech. Poi, da metà aprile, entreranno in produzione anche Recipharm e la sua fabbrica che ha un accordo con Moderna. Poi, Sanofi che, in attesa del proprio vaccino, ha firmato una partnership con Janssen. Lo stabilimento di Fareva, infine, metterà in produzione entro l'estate dosi di Curevac dopo l'ok dell'Ema. A livello globale, i contagi, da inizio pandemia, hanno superato quota 130 milioni e i morti sono oltre 2,83 milioni, il virus continua a preoccupare in tutto il Pianeta. E una nuova fiammata di contagi in India sposta di nuovo l'attenzione sul popoloso e complesso Paese che ha registrato il maggior numero di casi e di vittime degli ultimi sei mesi: 89.129 nuovi infetti e 714 morti nelle ultime 24 ore. Si tratta dell'aumento di contagi giornalieri maggiore dal 20 settembre del 2020 e del maggior numero di decessi in 24 ore dal 21 ottobre scorso. Nelle Americhe intanto, nel giorno del suo 62/mo compleanno, il presidente argentino Alberto Ferandez ha comunicato di essere risultato positivo al Covid-19. Lo ha scritto lui stesso su Twitter, nonostante fosse stato già vaccinato con due dosi di Sputnik.

Anna Capasso


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