Politica e Sanità

apr72022

Covid-19, durante il lockdown depressione e sintomi correlati per oltre la metà della popolazione. Lo studio italiano

In Italia 5 persone su 10 hanno sofferto di depressione durante il lockdown e quasi 9 su 10 hanno visto aumentare i loro livelli di stress psicologico. Sono questi i risultati di un'analisi condotta dall'Iss e dall'Unità di Biostatistica Epidemiologia e Sanità Pubblica del Dipartimento di Scienze Cardio-Toraco-Vascolari e Sanità pubblica dell'Università degli Studi di Padova, pubblicata sulla rivista Bmj Open. Lo studio ha anche riscontrato che il disagio psichico ha riguardato maggiormente le persone più giovani e di sesso femminile, colpite ancora di più dalla chiusura delle attività didattiche e dalla mancanza di vita sociale.

Lo studio si basa su interviste somministrate via web a persone sopra i 16 anni di età, attraverso il portale del progetto "Prestoinsieme" (www.prestoinsieme.com). In totale hanno risposto alla survey 5008 persone, raggiungendo un'età media 37 anni e in prevalenza donne (63%).

I risultati principali mostrano come:
• l'88,6% del campione ha lamentato sintomi di stress psicologico, più frequente nelle donne (il 63% di chi ha avuto il sintomo era donna) e nei disoccupati
• metà dei soggetti hanno sofferto di sintomi depressivi moderati (il 25,5%) o gravi (il 22%). Le giovani donne hanno mostrato una maggiore probabilità di sintomi gravi
• il 23,3% ha mostrato un impatto psicologico moderato o severo. Anche in questo caso le donne e i giovani sono emersi come i gruppi più a rischio
• in generale si è assistito ad una diminuzione della qualità della dieta, con un consumo meno frequente di latticini, frutta e verdura, e, in particolare per soggetti con sintomatologia depressiva, un incremento dei consumi di cibi ricchi di zuccheri, grassi e alcool.

Questi risultati - scrivono gli autori dello studio - possono essere utili nella valutazione complessiva delle risposte a nuovi outbreak pandemici, perché forniscono indicazioni sulla necessità di implementare programmi pubblici di supporto psicologico per la comunità a fianco delle misure per il controllo pandemico. Questi dati sono anche per valutare quali sono le ricadute a livello di salute pubblica, potenzialmente a lungo termine, sulla popolazione, nel caso debba affrontare lunghi periodi di stress o costrizione. La conoscenza e consapevolezza dei possibili effetti di una pandemia anche su chi non subisce direttamente il trauma della malattia, può comunque avere delle conseguenze a medio e lungo termine su ampie fasce di cittadini. Il peggioramento delle abitudini alimentari riscontrato pone di fronte all'evidenza che alti livelli di stress portano al bisogno di nutrirsi in modo "consolatorio". L'aumento di zuccheri e grassi nella dieta quotidiana, per periodi di tempo lunghi, va ad appesantire il nostro metabolismo e ha conseguenze nello stato di salute delle persone più fragili. I risultati di una cattiva alimentazione, l'aumento di peso o l'insorgere di malattie connesse, si ripercuotono anche a livello psicologico. Agire preventivamente nell'educazione alimentare, aiuta sicuramente ad arginare le conseguenze di periodi di stress, individuali o comunitari, che registrano un costo sociale".
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