Politica e Sanità

apr112022

Covid-19, dopo l'infezione rischio di trombosi venosa profonda ed embolia polmonare. Ecco in quali casi

Uno studio pubblicato sul British Medical Journal mostra che esiste un aumento del rischio di trombosi venosa profonda fino a tre mesi dopo l'infezione da COVID-19, di embolia polmonare fino a sei mesi dopo, e di un evento di sanguinamento fino a due mesi dopo. Lo studio, diretto da Ioannis Katsoularis, della Umeå University, in Svezia, mostra anche un rischio più elevato di eventi nei pazienti con comorbilità, individui con COVID-19 più grave e durante la prima ondata pandemica rispetto alla seconda e alla terza ondata. «È noto che COVID-19 aumenta il rischio di tromboembolia venosa, ma esistono meno prove sulla durata dell'aumento di questo rischio, se il rischio è cambiato durante le ondate di pandemia e se il COVID- 19 aumenta anche il rischio di sanguinamento maggiore» spiegano gli autori. Per rispondere a queste domande, i ricercatori hanno studiato un milione di persone con infezione confermata da SARS-CoV-2 tra il 1° febbraio 2020 e il 25 maggio 2021, abbinate per età, sesso e contea di residenza a più di quattro milioni di persone che non avevano avuto un risultato positivo del test per SARS-CoV-2. Hanno quindi calcolato i tassi di trombosi venosa profonda, embolia polmonare e sanguinamento negli individui con COVID-19 in un periodo di controllo e li hanno confrontati con i tassi di diversi intervalli di tempo dopo la diagnosi di COVID-19. Hanno poi calcolato i tassi di trombosi venosa profonda, embolia polmonare e sanguinamento durante il periodo da 1 a 30 giorni dopo la diagnosi di COVID-19 e li hanno confrontati con i tassi corrispondenti nel gruppo di controllo. I risultati mostrano che rispetto al periodo di controllo, i rischi erano significativamente aumentati fino a 90 giorni dopo COVID-19 per trombosi venosa profonda, 180 giorni dopo per embolia polmonare e 60 giorni per sanguinamento. Dopo aver tenuto conto dei fattori confondenti, i ricercatori hanno riscontrato un aumento di cinque volte del rischio di trombosi venosa profonda, di 33 volte del rischio di embolia polmonare e di quasi due volte del rischio di sanguinamento nei 30 giorni dopo l'infezione. «Questi risultati supportano misure atte a prevenire gli eventi trombotici, in particolare nei pazienti ad alto rischio, e rafforzano l'importanza della vaccinazione contro COVID-19» concludono gli autori.

BMJ 2022. Doi: 10.1136/bmj-2021-069590
https://doi.org/10.1136/bmj-2021-069590
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