Politica e Sanità

mar32021

Covid-19, da strutture a personale ecco come cambia la campagna vaccinale

Inizia a prendere piede la nuova strategia vaccinale del neo commissario straordinario per l'emergenza Covid-19 Francesco Paolo Figliuolo. La parola d'ordine è: "accelerare le vaccinazioni". Il piano resta quello già approvato, ma il sistema verrà potenziato con strutture e personale. Rispetto alla linea precedente di Domenico Arcuri, la nuova strategia prenderebbe in considerazione il modello britannico della dose unica di vaccino, ritardando la somministrazione della seconda. Utilizzo dunque anche delle scorte destinate ai richiami, nell'attesa che arrivi il via libera dell'Ema al vaccino monodose Johnson&Johnson. L'obiettivo è due milioni di vaccinati in più. La Difesa ha messo a disposizione fino a 200 Drive Through (Dtd) richiesti dalla Protezione civile e Asl territoriali. Attualmente ne sono schierati 142 ma a breve ne saranno aperti anche altri. Figliuolo ha già sul tavolo una lista dei drive through della Difesa pronti alla riconversione in centri di inoculazione. Ma ora bisognerà studiare quanti ancora ne servono e quale sia il fabbisogno di strutture e personale nelle varie regioni. Se non bastasse, la Difesa è pronta ad allestire in tempi record anche delle tendostrutture, così come successo per gli ospedali da campo realizzati in varie città durante la prima ondata del virus.

Per giovedì prossimo è prevista sul tema una Conferenza delle Regioni, la prima dell'era Figliuolo. Dopo aver incontrato il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, per un primo punto della situazione, il 'generale anti-Covid' si è poi confrontato con i ministri della Salute e delle Autonomie, Roberto Speranza e Mariastella Gelmini: è un primo giro di ricognizione che servirà a mettere nero su bianco il nuovo piano vaccini. Resta un rebus la scelta del personale: dall'avviso pubblico precedentemente istituto dall'ex commissario, Domenico Arcuri, potrebbe arrivare l'assunzione a tempo determinato di 3.000 medici e 12.000 infermieri e assistenti sanitari, che sarebbero di supporto al personale già in campo tra ospedali e medici di base. La Difesa ha invece già schierato 470 medici e 798 infermieri, operatori sanitari sul fronte dell'Emergenza. Ma ci sono ancora tanti squilibri da colmare: se in Lombardia ci sono 27 strutture di questo tipo e nel Lazio una ventina, in Calabria ce n'è una sola, a Catanzaro. Restano un'incognita - al momento - i finanziamenti statali annunciati per Reithera, il vaccino italiano. Il Cda di Invitalia aveva approvato nelle scorse settimane il relativo contratto di sviluppo per un investimento industriale di ricerca da 81 milioni di euro. La vaccinazione passa ora anche per nuove, possibili scelte dettate dalla necessità di soffocare le varianti.
Intanto, il Covid riesce ad unire i colossi farmaceutici Johnson&Johnson e Merck. Il presidente americano Joe Biden annuncerà una «storica partnership» tra due rivali di Big Pharma, nata con l'obiettivo di accelerare nella corsa alla produzione dei vaccini contro il Covid-19. Secondo quanto segnalato da un articolo pubblicato dal "Washington Post", che cita alcune fonti dell'amministrazione, Merck creerà una sorta di alleanza con J&J, mettendo a disposizione due dei suoi impianti presenti negli Stati Uniti, per consentire così una produzione più veloce dei vaccini. Merck, dunque, uno dei più grandi produttori mondiali di vaccini contro altre malattie che non è riuscita però a sviluppare un prodotto anti-Covid con buon esito, sosterrà Johnson & Johnson nella produzione del vaccino anti-Covid 19 che ha ricevuto il via libera della Fda americana proprio lo scorso sabato.

Per giovedì è invece fissato, sempre al Mise, un incontro tra Giancarlo Giorgetti e il commissario Ue Thierry Breton, responsabile della task force Ue sui vaccini per discutere del piano europeo di rafforzamento della produzione. Un argomento che resta al centro di trattative internazionali tra le aziende produttrici del vaccino, e che detengono i brevetti, e altre case farmaceutiche che, pur non avendo gli impianti adatti per la fase centrale della realizzazione, possono fornire i loro impianti per diversi passaggi produttivi. A quanto sembra infatti, come ha già spiegato in diverse occasioni Massimo Scaccabarozzi, «il tema centrale non sono i brevetti. Le grandi multinazionali farmaceutiche hanno tutto l'interesse a stringere accordi di produzione per conto terzi».

Anna Capasso
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