Politica e Sanità

giu172021

Covid, crollo dei tamponi nelle ultime 5 settimane e variante Delta in aumento. Il report Gimbe

Si svuotano gli ospedali e le terapie intensive e scendono ancora i nuovi casi da Sars-Cov-2, ma non si ferma il crollo dei tamponi, mentre ci sono segnali di aumento della variante Delta. È quanto emerge dal monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe. Nella settimana 9-15 giugno è emersa la riduzione di nuovi casi (-25,2%) e decessi (-12,4%) e, grazie alla vaccinazione di anziani e fragili, l'ulteriore decongestione degli ospedali: dal 6 aprile -89% dei posti letto occupati in area medica e -87% in terapia intensiva.

«Se presupposti immunologici e biologici e dati preliminari - dichiara il presidente della Fondazione Nino Cartabellotta - lasciano supporre che la vaccinazione "eterologa" sia efficace e sicura, rimane l'incongruenza tra l'obbligo previsto dalla circolare del Ministero della Salute e la possibilità riportata dalla determina Aifa. Infatti, secondo la formula possibilista di Aifa per gli under 60 la seconda dose con Pfizer o Moderna è solo un'opzione che il paziente è libero di accettare o rifiutare, optando per la seconda dose con Astrazeneca. «È indispensabile - prosegue - adeguare il modulo di consenso informato a quanto previsto dalla L. 648/96 con adeguata informazione su benefici, rischi e incertezze delle opzioni per la seconda dose dopo Astrazeneca. Infine, per evitare che l'incongruenza tra le espressioni "dovere" e "potere" si traduca in una responsabilità esclusivamente a carico dei medici, con il rischio di disincentivare l'attività vaccinale, la Fondazione Gimbe chiede al Ministero della Salute e all'Aifa di esprimersi congiuntamente con una nota univoca e definitiva».
«La costante riduzione dei pazienti ospedalizzati - afferma Renata Gili, responsabile ricerca sui servizi sanitari della Fondazione Gimbe - ha portato l'occupazione dei posti letto da parte dei pazienti Covid al 6% sia in area medica che in terapia intensiva, con tutte le Regioni ampiamente sotto le soglie di allerta». In dettaglio, dal picco del 6 aprile i posti letto occupati in area medica sono scesi da 29.337 a 3.333 (-88,6%) e quelli in terapia intensiva da 3.743 a 504 (-86,5%). A seguito della rettifica della Regione Campania, poi, le persone in isolamento domiciliare dal picco del 28 marzo si sono ridotte da 540.855 a 102.069 (-81,1%). «Gli ingressi giornalieri in terapia intensiva - spiega Marco Mosti, direttore operativo della Fondazione Gimbe - in calo da 10 settimane consecutive sono ora stabili con una media mobile a 7 giorni di 22 ingressi/die».

Riguardo al caso Astrazeneca, Cartabellotta sostiene: «Se nell'attuale contesto di bassa circolazione virale è totalmente condivisibile la decisione di limitare questo vaccino agli over 60, emergono alcune perplessità in merito all'obbligo di effettuare negli under 60 la seconda dose con vaccino a mRNA, già ribattezzata come "eterologa"». Infatti, negli under 60 che hanno ricevuto la prima dose di Astrazeneca, la circolare 11 giugno 2021 del Ministero della Salute dispone che "il ciclo deve essere completato con una seconda dose di vaccino a mRNA (Comirnaty o Moderna)". Nonostante i presupposti immunologici, biologici e alcuni precedenti storici sul mix vaccinale, le evidenze scientifiche sono ancora preliminari. In particolare, i 4 studi citati dal parere del Cts arruolano poco più di 800 persone e misurano l'efficacia del mix solo sulla risposta immunitaria e la sicurezza solo sugli effetti collaterali frequenti e a breve termine. In altre parole, ad oggi non esistono prove di efficacia della vaccinazione "eterologa" su Covid-19 severa, ospedalizzazioni e decessi, né su eventuali effetti collaterali rari.
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